Oltre 300 catechisti al convegno

Lanciano. A Santa Maria Maggiore i rappresentanti di 11 diocesi della Ceam
LANCIANO. Oltre 300 catechisti delle 11 diocesi di Abruzzo e Molise si sono ritrovati ieri a Lanciano, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, per il convegno regionale: “Catechista testimone e comunicatore della bellezza del Vangelo”. A fare gli onori di casa l'arcivescovo di Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone che, dopo la preghiera, ha ricordato che «il catechismo non è far imparare a memoria delle regole, ma annunciare con gioia l’incontro con Gesù che ha cambiato, e cambia, la vita. L’obiettivo dell’incontro è dare un nuovo slancio nel servizio dell’annuncio e della catechesi che è fondamentale», dice Cipollone, «del resto, come diceva San Paolo, “Guai a me se non evangelizzo!” E come ha precisato San Paolo VI, ripreso da Papa Francesco: “La Chiesa esiste per evangelizzare!”. Paolo VI, inoltre, affermava che l’umanità e la Chiesa, oggi, non hanno tanto bisogno di maestri, quanto di testimoni, e che questi ultimi, se ascoltano i maestri, lo fanno nella misura sono testimoni. Ecco perché bisogna guardare alla bellezza del Vangelo anche con gli occhi degli stessi catechisti, protagonisti del convegno».
Parola poi passata a Claudio Palumbo, vescovo di Trivento, delegato della Ceam (Conferenza episcopale Abruzzese-Molisana) per la catechesi, a don Gilberto Ruzzi, direttore dell’Ufficio catechistico regionale, a don Alberto Zanetti, dell’Ufficio catechistico nazionale Cei e alla professoressa Alessandra Augelli, docente di Pedagogia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che ha posto l’accento anche sui bambini, con la catechesi che deve affrontare con coraggio anche i temi della fragilità, sofferenza morte, malattie, cose che anche Gesù ha affrontato e superato. Nel pomeriggio spazio a tavoli di lavoro per fare un punto e prepararsi al secondo incontro di Atri. (t.d.r.)
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