Oltre 300 pazienti in attesa La Chirurgia è al collasso

Ospedale, scoppia l’attività del reparto dopo la chiusura del presidio di Atessa I medici scrivono alla Asl: «Struttura inadeguata, nei pavimenti c’è l’amianto»
LANCIANO. Bombole di ossigeno nei corridoi, pavimenti in amianto, assenza della presa d’ossigeno su gran parte dei letti, un unico ascensore adibito al trasporto di pasti, malati e salme. Sono alcune criticità strutturali dell’unità operativa di chirurgia e urologia dell’ospedale Renzetti. I nove medici, più il primario e circa 25 paramedici denunciano, da tempo, una condizione indecorosa e indecente della struttura che, da un punto di vista professionale, è al passo con i tempi: in sei mesi, lo scorso anno, sono stati 51 gli interventi per tumori in laparoscopia, oltre a quelli eseguiti con tecnica tradizionale; dal 2006 ad oggi più di 500 gli interventi di tumore al colon e di 180mila persone è il bacino di utenza. Numeri fra i più alti della Asl Lanciano-Vasto-Chieti.
In lista di attesa ci sono 310 interventi. La chiusura degli altri ospedali, come quello di Atessa, ha portato a un incremento dell’attività chirurgica, che ha fatto “esplodere” le criticità latenti e già segnalate più volte (per esempio il 21 febbraio del 2014) al direttore sanitario di Lanciano e a quello della Asl. Nell’attesa che si realizzi il nuovo ospedale, il reparto di chirurgia di Lanciano non può più aspettare. Gli spazi nelle camere di degenza sono angusti, tanto da rendere difficoltoso l’utilizzo del sollevatore; i letti mostrano disfunzioni o inefficienze del sistema frenante tali da creare il rischio di caduta dei pazienti; manca, in tutte le stanze, la presa del vuoto aspirato e in alcune si utilizzano ancora i bomboloni carrellati di ossigeno; il percorso dei pazienti da e verso il blocco operatorio si compie passando davanti agli ambulatori con persone in attesa di visita medica; l’unico ascensore a servizio dell’unità operatoria trasporta i pazienti operandi e operati, il vitto, le attrezzature, la biancheria sporca e il personale. Altro problema è il pavimento in vinil-amianto (presente anche nel reparto di pediatria), materiale cancerogeno e responsabile del mesotelioma, tumore della pleura.
Lungo i corridoi, un cartello avvisa: “Pavimentazione contenente amianto-Respirare polvere di amianto è pericoloso per la salute”. Il problema è che in presenza di lesioni della pavimentazione (per usura o rotture accidentali) si liberano le polveri di amianto. Che il pavimento sia lesionato lo attestano le ripetute riparazioni, definite dai sanitari «un’ammissione di colpevolezza» e che consistono nel posizionamento di una pellicola protettiva, comunque soggetta a usura dopo qualche settimana.
«È una battaglia che portiamo avanti con i responsabili del Tribunale dei diritti del malato. Non ci sono aggettivi per descrivere ciò che quotidianamente viviamo. C’è bisogno di soluzioni immediate e non di chiacchiere», dicono alcuni medici del reparto. (m.d.n.)
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