Oltre 500 bimbi in lista d’attesa: i sindaci teatini accusano la Asl

15 Febbraio 2023

Neuropsichiatria infantile, tempi troppo lunghi per le cure. Chieste prestazioni adeguate ed efficienti Grido di aiuto del presidente della Provincia e delle associazioni: lettera alla Regione e al prefetto

CHIETI. Oltre 500 bambini in lista di attesa per mesi. Si va dai sei agli otto mesi: tempi troppo lunghi per una serie di malattie che, se fossero diagnosticate in tempo, potrebbero in alcuni casi essere superate. È la drammatica fotografia che salta fuori dall’incontro di ieri mattina in Provincia tra le associazioni e i sindaci chiamati a raccolta dal presidente Francesco Menna sui problemi della neuropsichiatria infantile. Sindaci, presidente della Provincia e associazioni chiedono alla Asl prestazioni più adeguate ed efficienti perché al momento, scrivono in una lettera inviata ad Asl, Regione e prefettura, la risposta «non appare soddisfacente e adeguata neppure ai livelli minimi di assistenza sanciti per legge».
LE ASSOCIAZIONI IN CAMPO
Le associazioni che combattono quotidianamente contro i problemi di questo settore riferiscono di «intempestività degli interventi di diagnosi, mancanza di strutture periferiche distaccate sul territorio» e «carenza di organico specializzato». Le associazioni, sostenute dai sindaci, dal presidente della Provincia e dal presidente del comitato ristretto dei sindaci Asl Diego Ferrara, chiedono un tavolo tecnico «apolitico e apartitico» sulla problematica che veda la presenza delle stesse associazioni, dei vertici Asl, di Menna e Ferrara. La lettera è stata inviata anche al prefetto Mario Della Cioppa, «affinché si faccia garante della richiesta».
A firmare la lettera e sollevare il velo sulle difficoltà vissute in provincia sono state le associazioni Theate Magnum presieduta da Federico Gallucci, il Comitato civico di salute pubblica Chieti di Walter Palumbo, Asperger Abruzzo di Marie Helene Benedetti, Inclusiamo di Anna Gloria Di Leo, Cromosoma della felicità di Alessia Stipani e Comitato spontaneo mamme di Silvia Santangelo.
MENNA RIUNISCE I SINDACI
Seppur con qualche distinguo, i 104 sindaci della Provincia hanno aderito in massa alla richiesta del presidente Menna: «Hanno partecipato quasi tutti», riferisce il presidente, «alcuni collegandosi da remoto, come Atessa, Casoli, Fossacesia, Rapino, Torrevecchia e Ortona, altri inviando una lettera di sostegno all'iniziativa». Qualcuno ha partecipato con dei distinguo, ma tutti hanno preso contezza della problematica portata avanti dalle associazioni. «I nostri bambini speciali meritano un’attenzione speciale», sottolinea Menna, «da parte nostra e soprattutto dalla Asl. Vanno rafforzati i servizi sul territorio, vanno ascoltate le famiglie, vanno messe le strutture e gli operatori sanitari nelle condizioni di accogliere la grande richiesta di aiuto che viene da questi bambini per crescere meglio».
OCCHI PUNTATI SULLA ASL
E se qualcuno legge nell’iniziativa di ieri un nuovo attacco alla dirigenza Asl, Ferrara sottolinea la volontà di collaborare con l’azienda sanitaria: «Non è nostra intenzione puntare il dito contro qualcuno con questo incontro, nessuno dei presenti vorrebbe la spettacolarizzazione delle proprie disavventure e dei propri problemi al fine di trovare un probabile colpevole. Siamo qui per cercare ascolto per una problematica seria e vissuta, sperando in una umanizzazione della sanità capace di superare le logiche aziendalistiche e trovare soluzioni ai problemi in tempi rapidi e non rimandando a domani le azioni che potrebbero rendere veramente utili ed efficaci servizi simili».
Sulla stessa linea anche il presidente di Theate Magnum Gallucci, che però avverte: «Se non verremo ascoltati, la protesta non si fermerà qui. Continuerà, sempre in maniera legale e civile, ma certamente in forme più incisive».
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