Omicidio, ascoltati gli amici di Martella

14 Marzo 2015

Anche i fiori di alcune badanti sulla bara della compagna che ha ucciso. I funerali ieri a Roma

VASTO. Continua a non svelare il movente dell’omicidio, Joseph Martella, 57 anni, l’uomo che l’8 marzo ha strangolato la compagna, Daniela Marchi, 53 anni, con un cavo elettrico. Nè il suo difensore, l’avvocato Massimiliano Baccalà, nè la polizia, sono riusciti a farsi raccontare i minuti che hanno preceduto il delitto e il motivo della rabbia che gli ha fatto perdere il controllo. «È in trance. Sta così dalla sera dell’omicidio. Quando siamo arrivati era sconvolto», conferma il vicequestore aggiunto Alessandro Di Blasio. Il movente del delitto, dunque, al momento resto un mistero. La polizia sperava di trovare nella casa in cui la vittima conviveva con Martella un computer. In passato è accaduto che grazie a un pc siano stati risolti casi intricati. La coppia, però, non aveva un computer. In mano agli investigatori ci sono i cellulari. In attesa che Martella esca dal limbo in cui è sprofondato, la polizia cerca di ricostruire il menage della coppia attraverso il racconto di chi li conosceva. Tutti concordano nel definire Joseph Martella una persona gentile e garbata.

«Non è mai stato un violento. Ha commesso tanti errori nella sua vita ma non è mai stata una persona pericolosa. Anzi», assicurano i conoscenti di Vasto marina. Per i criminologi Martella domenica sera ha avuto una sorta di black out della razionalità. Un corto circuito mentale provocato da qualcosa che forse Daniela Marchi ha detto o forse aveva intenzione di fare. «Sto valutando la richiesta di una consulenza medica per capire le attuali condizioni fisiche e mentali del mio cliente. Non dorme da giorni e mangia pochissimo. Sembra quasi che voglia lasciarsi morire», dice preoccupato l’avvocato Baccalà.

Ieri intanto il feretro di Daniela Marchi ha lasciato Vasto pochi minuti dopo mezzogiorno per raggiungere Roma. Sulla bara oltre ai fiori ordinati dalla mamma, c’era anche un cuscino di gerbere e rose di un gruppo di amiche badanti romene. Donne che hanno condiviso lo stesso percorso lavorativo di Daniela. Sognava una maggiore sicurezza economica Daniela Marchi. La crisi le ha rovinato l’esistenza e forse è stata anche la causa che ha scatenato la rabbia omicida del suo compagno. Ieri pomeriggio alle 15,30 Daniela Marchi è stata sepolta a Roma. Ora la madre e la sorella chiedono giustizia. (p.c.)

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