Omicidio preterintenzionale Avviso di garanzia al 23enne

CHIETI. Nuovo avviso di garanzia per il ventitrenne teatino Emanuele D’Onofrio e questa volta l’accusa ipotizzata è omicidio preterintenzionale per la morte del cinquantaduenne teatino Simone Daita...
CHIETI. Nuovo avviso di garanzia per il ventitrenne teatino Emanuele D’Onofrio e questa volta l’accusa ipotizzata è omicidio preterintenzionale per la morte del cinquantaduenne teatino Simone Daita (foto), deceduto al Santo Spirito di Pescara dopo l’aggressione subita in piazza Vico nella notte del 28 febbraio 2015. Per quell’aggressione D’Onofrio, difeso dall’avvocato Roberto Di Loreto, si era presentato spontaneamente alla polizia. Il ragazzo, però, aveva sempre detto di aver agito per legittima difesa e di aver sferrato un solo cazzotto, nonostante che dalle ferite riportate da Daita si evidenziassero almeno due pugni. Non si sa se Daita potesse essere stato colpito da altri una volta che il ventitreenne si è allontanato dalla piazza, certo è che D’Onofrio è rimasto l’unico indagato. Intanto ieri il medico legale Cristian D’Ovidio ha proceduto non all’autopsia, come si era pensato, ma a un’ispezione cadaverica. Il consulente del pm Falasca è arrivato a questa decisione dopo aver visionato 400 pagine di cartelle cliniche sulle condizioni di Daita nelle varie strutture sanitarie, a Chieti, Pescara e Popoli, dove è stato ricoverato. (a.i.)

