Oncologia è maggiorenne In 18 anni 9.500 pazienti

Grande festa in uno dei reparti di eccellenza del Renzetti diretto dal dottor Nuzzo «Sono gli infermieri che con la loro umanità sono linfa vitale di un circolo virtuoso»
LANCIANO. Medici, infermieri, pazienti e familiari hanno spento le candeline della torta fatta per festeggiare i 18 anni del reparto di oncologia dell’ospedale Renzetti. Una delle unità di eccellenza del presidio, diretta dal dottor Antonello Nuzzo, è diventata maggiorenne. E in 18 anni di strada ne ha percorsa il reparto nato il 1°luglio 1997 e che ogni giorno accompagna nel sentiero delle cure, decine di pazienti. Almeno 40 al giorno si sottopongono alle terapie per curare i tumori. Circa 9500 le cartelle ambulatorie fatte in questi anni. E di strada da percorrere ce ne è ancora tanta visto che la Regione intende fare dell’oncologia medica una delle specializzazioni del Renzetti, ospedale di 1° livello. «Questo reparto è stato uno dei primi della Regione, aperto nel 1997 appena varato il piano oncologico voluto dall’allora assessore alla sanità Vincenzo del Colle, «ricorda il primario Nuzzo, «il primo ad applicare la legge che istituiva i reparti di oncologia. Prima l’oncologo si appoggiava agli altri reparti. L’apertura del reparto subito è stato anche merito dell’ex manager Asl Domenico Recchione che fece partire il 1° concorso». A vincerlo fu Nuzzo che arrivò da Chieti con il suo computer, un reparto da costruire e si trovò subito una paziente. «La prima visita è stata alle 10.30», ricorda il medico, «ad una paziente ricoverata in chirurgia che anziché andare a Chieti, saputo che quel giorno si apriva a Lanciano il reparto, ha detto di voler farsi visitare qui. Era la prima paziente, la 1° cartella, che conserviamo ancora». Ora le cartelle sono 9.500. Significa che sono aumentati i casi di tumore?. «I dati scientifici in merito li fornirà il registro dei tumori attivato dalla Regione, «risponde il primario, «il numero è molto alto, ma non sta a significare che sono cresciuti i casi di tumore, o per lo meno, non solo. A crescere è il numero di pazienti che ha scelto di curarsi nella struttura frentana», circa 600 casi ogni anno, «che riesce ad attirare anche il 10% di utenti provenienti da altre Asl (mobilità attiva). Inoltre si fanno più diagnosi che permettono di intervenire anche su persone che prima non venivano curate. Ci sono poi terapie nuove che allungano anche i tempi di cura, fino ad arrivare alle guarigioni».
Tra i tumori oggi più diffusi ci sono quelli al colon retto, alla prostata, poi alla mammella e ai polmoni. Questi tumori colpiscono i 4/5 dei pazienti. Che vengono assistiti da 7 medici e 5 infermieri guidati dalla caposala Elia Martelli anche lei nel reparto dall’apertura. «Sono loro, gli infermieri, la linfa del reparto. Vivono con i pazienti e hanno con loro un rapporto privilegiato», sottolinea Nuzzo, «fatto soprattutto di parole. La comunicazione con loro è importante». E in questo rapporto giocano un ruolo fondamentale anche l’accoglienza, la bellezza, l’arte, uno dei punti forti di un reparto che è diventato una galleria d’arte. Oltre 300 i quadri e le sculture donate da artisti italiani, che riempiono di luce e colore le pareti dell’unità operativa. Anche l’ingresso del reparto è stato abbellito con le opere fatte dagli alunni della Palizzi. «L’arte in reparto è nata come una sfida” ricorda il primario “per rispondere alla frase che noi oncologi ci sentiamo dire appena diciamo la nostra specializzazione: «che brutto reparto che ha!» Inoltre l’arte, la bellezza hanno il loro ruolo nelle cure. Al reparto bello e pulito, corrispondono cure che nella sostanza sono altrettanto importanti. L’umanizzazione crea un circolo virtuoso».
Teresa Di Rocco

