Operai Dialifluids sospesi La svolta non c’è stata

6 Marzo 2015

Nulla di fatto all’incontro con il prefetto, tutto rimandato al vertice in ministero Lolli: «Puniti per aver difeso il posto di lavoro». Primante (rsu): «Sono fiducioso»

CANOSA SANNITA. Neanche l'incontro con il prefetto ha creato le condizioni per la svolta. Ieri pomeriggio c'è stato un nuovo tavolo in prefettura per discutere delle sorti dei sei operai della Dialifluids sospesi dall'azienda per aver protestato bloccando l'ingresso dello stabilimento. Poteva essere la giornata della revoca delle lettere di sospensione a tempo indeterminato ricevute dai lavoratori, o la conferma del loro allontanamento con il rischio concreto di un licenziamento. Nulla di tutto questo però. Infatti non è stata presa nessuna decisione definitiva in merito, con il futuro delle sei “vittime sacrificali” della Dialifluids che rimane appesa ad un filo. Se ne riparlerà nei giorni a venire o forse direttamente al prossimo vertice ministeriale in programma a Roma il 20 marzo. All'incontro di ieri, il faccia a faccia tra i vertici aziendali e le maestranze non c'è stato. Il prefetto Fulvio Rocco De Marinis ha parlato in due momenti distinti con le parti. Dopo aver ascoltato i membri del direttivo della Dialifluids, De Marinis ha accolto il vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, i segretari delle sigle sindacali, il sindaco di Canosa Sannita, Lorenzo Di Sario, il vicesindaco Massimiliano Matteucci, rsu e avvocato della Uil, e la Direzione del Lavoro. Giovanni Lolli ha ritenuto inaccettabile l'azione che l'azienda ha intrapreso contro questi operai, colpevoli a parer suo solo di protestare a difesa del proprio posto di lavoro. Un concetto ribadito anche dal sindaco canosino Di Sario, che continua a sostenere le maestranze. Proprio queste hanno atteso fuori dalla sala che ci fossero novità dal vertice. Erano una trentina e, se non fosse stato per il forte maltempo, avrebbero pacificamente manifestato in segno di vicinanza ai propri colleghi. Alessandro Primante, rsu aziendale nonché uno dei sospesi, si è detto ancora una volta «deluso per quanto sta accadendo. Non abbiamo fatto nulla di male, abbiamo solo protestato e per questo non si può ricevere una lettera di sospensione».

Nonostante tutto, però, Primante vuole essere fiducioso per la revoca del durissimo provvedimento: «Guardo avanti in maniera positiva verso questa vicenda perché nessuno può mettere in discussione la serietà dimostrata nel corso degli anni dai lavoratori di questa azienda». Dunque non resta che attendere nuovi sviluppi. Ieri era stato proclamato lo sciopero, anche in vista dell'incontro pomeridiano con il prefetto. Da oggi però gli operai riprenderanno con le normali attività con un occhio già al 20 marzo. Il vertice al Mise sarà forse il passo decisivo verso nuovi scenari per le sorti di 120 persone che sperano di avere un futuro lavorativo.

Alfredo Sitti

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