Operai dimenticati dal bus alla fine del turno in Sevel

ATESSA. Dopo otto ore di lavoro in Sevel e una levataccia mattutina per attaccare il turno alle 5,45, una volta arrivati alle 13,45 si ha solo voglia di tornare a casa. E invece per una dozzina di...
ATESSA. Dopo otto ore di lavoro in Sevel e una levataccia mattutina per attaccare il turno alle 5,45, una volta arrivati alle 13,45 si ha solo voglia di tornare a casa. E invece per una dozzina di operai la giornata di ieri è stata ancora fitta di disagi. Usciti dalla fabbrica con il sole a picco e temperature africane, i malcapitati lavoratori non hanno trovato il bus della Tua che avrebbe dovuto effettuare la tratta di Madonna del Carmine, contrada di Lanciano, per riportarli a casa.
Un incubo. Stanchezza e calura hanno contribuito ad esacerbare gli animi, ma agli sfortunati dipendenti non è restato altro da fare che effettuare un giro di telefonate a familiari e amici per chiedere un passaggio per casa, allungando ancora di più l’attesa. La protesta è stata presa in carico dalla rappresentanza sindacale aziendale della Fim-Cisl di Sevel. «È inammissibile che dopo una giornata di lavoro e temperature altissime ci si senta dire da chi è demandato ad effettuare un servizio di trasporto “ci siamo dimenticati”», si indigna la Fim, «non è la prima volta che assistiamo a simili disagi e la misura è colma. Domani avviseremo l’azienda con una lettera che invieremo per conoscenza anche all’assessorato ai Trasporti della Regione». L’autobus per la tratta in questione in genere trasporta più di 12 persone in Sevel, ma ieri si è trattato di coprire il turno straordinario (nel mese di giugno sono state previste 5 giornate di lavoro extra: domenica 4; sabati 10, 17 e 24 e domenica 25) e di conseguenza i pendolari erano in numero inferiore al solito. Non sono poche le proteste relative al trasporto dei dipendenti nella fabbrica più grande d’Europa per la costruzione di veicoli commerciali leggeri. In passato altre lamentele erano state fatte in relazione ad autobus vetusti, stracolmi e con sistemi di aerazione non funzionanti. (d.d.l.)
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