Operai in nero, chiuso l’autolavaggio

27 Maggio 2021

Maxi multa da 31mila euro e stop all’attività gestita da egiziani: tra i lavoratori (senza mascherina) anche un clandestino

CHIETI. Aperto da pochi mesi lungo la Colonnetta, nel tratto più urbanizzato, aveva subito attirato attenzione per l’alto numero di clienti che riusciva a servire. Noto per la pulizia della macchina “al volo”, l’autolavaggio era sempre pieno di clienti. Un via vai continuo, con lavaggi fatti in maniera veloce e a prezzi più che abbordabili. Anche per questo l’attività aveva subito preso piede e, grazie al passaparola, era spesso strapiena, movimentando non poco la circolazione della strada scalina. Ma all’interno dell’autolavaggio non tutto era in ordine. E ad accorgersene sono stati i carabinieri nel corso di una delle verifiche del Nucleo ispettorato del lavoro di Chieti in alcuni autolavaggi, spuntati come funghi all’improvviso nel corso del 2020 allo Scalo, offrendo prezzi competitivi sul mercato. A dare manforte ai carabinieri del Nil, anche i militari del Nucleo operativo e radiomobile e della Stazione di Chieti Scalo. Al loro arrivo i carabinieri della tenente Maria Di Lena e del luogotenente Matteo Del Mastro hanno accertato e contestato numerose violazioni, sia amministrative che penali, oltre a quelle relative al mancato rispetto della normativa anti-Covid.
La prima cosa che è stata notata riguarda proprio il fatto che le regole anti contagio non venivano affatto rispettate: i lavoratori svolgevano le loro mansioni con le mascherine abbassate, senza alcun distanziamento sociale e non c’erano neanche cartelli e indicazioni per evitare assembramenti. Poi, man mano che andava avanti il controllo, ci si è resi conto soprattutto delle cattive condizioni igieniche del luogo di lavoro, condizioni che i carabinieri hanno definito «assolutamente inaccettabili». Altro grave problema è stata la scoperta di due lavoratori in nero, senza la prevista formazione e senza la certificazione medico-sanitaria: uno di loro, un 26enne egiziano, è risultato essere addirittura clandestino e senza documenti. Per il clandestino è scattato l’ordine di rimpatrio.
Per il gestore del gettonatissimo autolavaggio della Colonnetta sono arrivate invece multe e denunce, oltre alla chiusura del locale. Il gestore, S.A.L.A.H. le iniziali del suo nome, è un egiziano di 22 anni residente a Teramo. L’autolavaggio dovrà restare chiuso per cinque giorni per le violazioni della normativa anti-Covid, ma l’attività è stata anche sospesa fino a quando non provvederà a regolarizzare la posizione del lavoratore e a pagare le sanzioni che, cumulate, ammontano a ben 31.900 euro. Per il gestore, infine, anche una denuncia in Procura per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, relativa al fatto che aveva dato lavoro a un clandestino, ovviamente senza contratto. (a.i.)