Operai in nero nel cantiere della scuola

Scoperti tre lavoratori senza contratto: denunciati il titolare della ditta subappaltatrice e il coordinatore della sicurezza
TOLLO. Lavoravano in nero in un cantiere pubblico per ristrutturare una scuola. A scoprire i tre dipendenti irregolari di un’azienda subappaltatrice sono stati i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro (Nil) di Chieti, intervenuti a Tollo – insieme ai militari della locale stazione – lungo via Mazzini, dove è in corso un intervento affidato dal Comune per ristrutturare il plesso dell’istituto comprensivo statale Nicolini.
Il titolare della ditta in questione, di origine albanese, è stato denunciato alla procura della Repubblica di Chieti per aver violato il decreto legislativo del 2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Contestate sanzioni per complessivi 7.500 euro, è stata disposta la sospensione dell’attività imprenditoriale: significa che, finché non saranno regolarizzate le infrazioni, l’azienda multata non potrà più operare nel cantiere. È stata portata all’attenzione dell’autorità giudiziaria anche la posizione del coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione (Cse), che avrebbe omesso di controllare.
Dall’ispezione è emerso che tre operai edili erano completamente privi di contratto. Non solo: dagli accertamenti portati avanti dai carabinieri, che sono rimasti nel cantiere per diverse ore, è venuto fuori che il ponteggio presente nell’area dei lavori non era conforme al cosiddetto Piano di montaggio, uso e smontaggio. Più nel dettaglio, mancavano elementi per prevenire un’eventuale caduta dall’alto.
Ammonta a 1.042.000 euro l’importo del progetto per il miglioramento sismico, l’adeguamento degli impianti, l’efficientamento energetico, l’abbattimento delle barriere architettoniche e la manutenzione straordinaria della scuola al centro di Tollo.
Qualche giorno fa, un lavoratore in nero era stato scoperto in un altro cantiere pubblico, quello per il consolidamento della strada provinciale 130, all’altezza di Torino di Sangro.
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