Operaio cade dalla scala, Pupillo a processo

Incidente sul lavoro per un dipendente, finiscono imputati il sindaco e la responsabile della cooperativa
LANCIANO. Operaio cade dalla scala mentre lavora, si frattura una spalla e denuncia i datori di lavoro: il sindaco Mario Pupillo e la responsabile della cooperativa il Pensiero Antonella Scampoli. Ora quest’ultimi sono a processo di fronte al giudice Andrea Belli con le accuse di concorso in lesioni colpose. A ricostruire l’incidente sul lavoro, che risale al 17 dicembre 2014, è il sostituto procuratore Francesco Carusi in base alla denuncia presentata dall’ex operaio, L.F. 65 anni di Lanciano, rappresentato dall’avvocato Fiorenza Di Battista. Per l’accusa l’uomo sarebbe caduto da una scala del teatro Fenaroli che non era a norma a causa dei mancati controlli, delle inadempienze, della Scampoli, legale rappresentante della società Il Pensiero coop sociale per cui il 65enne lavorava e Pupillo, datore di lavoro dell’amministrazione comunale. In particolare la Scampoli non avrebbe tenuto conto del documento violazione rischi in relazione alla scala a gradini di collegamento del palcoscenico con la platea dove avvenne la caduta, e il sindaco non avrebbe rispettato i requisiti indicati in relazione alla sicurezza dei posti di lavoro. Nello specifico i gradini della scala di collegamento del palco con la platea del teatro non avevano le giuste dimensioni, le pedate non erano antisdrucciolo, la scala era sprovvista di parapetto normale o altra difesa sul lato: tutte mancanze che non hanno permesso all’uomo di evitare la caduta e di procurarsi la frattura della spalla sinistra con una prognosi di oltre 40 giorni. L’ex operaio si è costituito parte civile chiedendo il risarcimento danni in separata sede, dovendo ora accertare solo l’eventuale responsabilità penale dei due imputati. Ma per i legali, Matteo Benedetti per il sindaco e Andrea Cerrone per la Scampoli, non c’è lacuna responsabilità nè penale e né civile dei propri assistiti. «Il sindaco non ha alcuna responsabilità», afferma l’avvocato Benedetti, «per posizione organizzativa innanzitutto: se il giudice dovesse ravvedere una colpa, ne risponderebbero il dirigente dell’epoca e la cooperativa per cui l’uomo lavorava, non il primo cittadino. Non era un dipendente diretto del Comune, ma della cooperativa con cui l’ente aveva rapporti di lavoro. Poi nel merito si dovrà dimostrare se i fatti sono andati come li racconta l’ex operaio. La scala ad esempio pare non dovesse essere nel posto in cui era e l’accesso al palco avviene attraverso gradini laterali fissi e a norma». «La mia assistita è innocente», chiude l’avvocato Cerrone, «e lo dimostreremo nel corso del dibattimento». Il processo riprenderà il 27 gennaio 2021. (t.d.r.)

