Operaio morto al lavoro, c’è un indagato

La procura vuole verificare se siano state rispettate tutte le norme di sicurezza all’interno dell’azienda. Ordinata l’autopsia
GUARDIAGRELE . C’è un indagato nell’inchiesta per omicidio colposo aperta dalla procura di Chieti sulla morte di Antonio Carafa, 52 anni, l’operaio di Guardiagrele precipitato da un’altezza di cinque metri mentre stava caricando un’autocisterna all’interno dell’ex Molino Alimonti. Si tratta di un atto dovuto in presenza di un esame irripetibile come quello dell’autopsia. L’obiettivo è verificare se, all’interno dell’azienda Maiella Market di località Sette Dolori, specializzata nella vendita di farine, lieviti e prodotti alimentari, siano state rispettate tutte le norme di sicurezza. Ad occuparsi degli accertamenti, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Giuseppe Falasca, sono i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti e della stazione di Guardiagrele.
I militari del maggiore Massimo Capobianco e della tenente Maria Di Lena hanno svolto un accurato sopralluogo insieme al personale del Dipartimento di prevenzione della Asl Lanciano Vasto Chieti e al medico legale Cristian D’Ovidio, al quale è stato affidato l’esame autoptico, fondamentale per ricostruire la dinamica dell’infortunio sul lavoro e per individuare con certezza le cause della morte. Ad essere fatali, in base ai primi riscontri, sono stati i gravissimi traumi riportati dall’operaio nella caduta. La persona iscritta nel registro degli indagati potrà nominare un proprio consulente per assistere all’autopsia che, probabilmente, verrà fissata per martedì.
In base a una ricostruzione iniziale, giovedì Antonio si trovava al primo piano del magazzino quando, all’improvviso, è precipitato dalla botola attraverso la quale la semola doveva essere caricata sull’autocisterna. Il mezzo pesante, in quel frangente, era però ancora in fase di manovra e l’operaio è finito a terra. Non è da escludere, ma si tratta solo di un’ipotesi, che il 52enne sia caduto nella botola a causa di un malore. In quel momento erano presenti anche un collega e il conducente dell’autocisterna.
Il sindaco Donatello Di Prinzio si stringe al dolore della famiglia Carafa, in particolare alla moglie Eleonora e ai figli Giuseppe ed Erika.
«Io e Antonio eravamo coetanei, ci conoscevamo da una vita», dice il primo cittadino. «Avevamo un ottimo rapporto, anche perché frequento abitualmente l’attività in cui lavorava: quando lo incontravo, c’era sempre spazio per condividere opinioni politiche e amministrative. Era un amico disponibile al dialogo con tutti: non negava a nessuno il suo saluto, impegnandosi in prima linea nel lavoro e nella vita sociale. Il pensiero va anche ai titolari dell’azienda, persone perbene travolte anche loro da una tragedia immane».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

