Operaio positivo alla Pilkington Scattano i test per 100 dipendenti

11 Settembre 2020

Contagiato un 60enne di Cupello con malattie pregresse: è ricoverato a Pescara in condizioni serie La multinazionale avvia il protocollo disposto dal ministero. Il sindaco Di Florio: niente terrorismo

SAN SALVO. Un caso di Covid alla Pilkington di San Salvo: a comunicarlo all’azienda è stata la Asl Lanciano Vasto Chieti con una nota indirizzata alla dirigenza. Un fulmine a ciel sereno che ha spinto i dirigenti della multinazionale ad attivare subito il protocollo disposto dal ministero. Il lavoratore contagiato è un sessantenne di Cupello che, fino a venerdì scorso, era in fabbrica.
Lunedì, alla comparsa dei primi malesseri, l’operaio è rimasto a casa pensando ad una banale influenza. Mercoledì le sue condizioni sono peggiorate: arrivato all’ospedale San Pio e sottoposto ai controlli sanitari, il paziente è risultato affetto da una polmonite interstiziale con gravi difficoltà respiratorie. L’uomo, con diverse patologie pregresse, è stato trasferito a Pescara: non è in pericolo di vita ma le sue condizioni sono serie. Tutte le persone con cui il sessantenne ha avuto contatti negli ultimi giorni al lavoro, oltre che la famiglia, sono state poste in isolamento fiduciario e sottoposte ai test sierologici.
Dopo aver ricostruito i movimenti del lavoratore, la Pilkington ha disposto gli accertamenti per i colleghi che hanno lavorato con lui in reparto e gli altri lavoratori con cui è venuto a contatto per i più svariati motivi: in totale, parliamo di un centinaio di persone. Finché non arriveranno i risultati dei tamponi, i lavoratori resteranno a casa. Da quando è scoppiata la pandemia, la Pilkington ha deciso di adottare severe misure di prevenzione. Nella fabbrica di Piana Sant'Angelo lavorano più di 1800 persone e ognuna di loro ha numerosi contatti: il rigore è obbligatorio. Adesso in fabbrica la dirigenza è tornata a ribadire massima igiene e mascherine e guanti come misure di prevenzione.
Pilkington, che ha messo al corrente del caso Covid anche i dipendenti della Primo e della Bravo, le due aziende satellite, ha affisso da mesi un vademecum che elenca alcune limitazioni e indica come difendersi e cosa fare in caso di sospetto contagio. In questo caso, il rischio è arrivato dall'esterno e, quindi, era impossibile prevederlo. Il dipendente che si è ammalato non ha certo frequentato nelle ultime settimane luoghi o località a rischio: ecco perché l’ipotesi è che sia stato contagiato da un asintomatico con cui è venuto a contatto senza saperlo.
Ora, nell’azienda di San San Salvo, sono raddoppiati i controlli sia per chi è in azienda che per chi arriva dall’esterno. Qualche esempio? Per difendere il personale di portineria che indossa la mascherina di protezione facciale Ffp3, chi arriva non potrà superare la striscia gialla a terra. I dipendenti, che sono difesi anche dai divisori in cristallo, devono utilizzare guanti in lattice durante la manipolazione dei documenti del personale esterno: sono a loro disposizione dispenser di prodotti disinfettanti. Anche tutti gli addetti alla logistica e alle operazioni di carico-scarico, a contatto con personale esterno, dovranno indossare la mascherina di protezione facciale già in dotazione allo stabilimento. E ancora: è vietato al personale esterno l’utilizzo dei servizi igienici al posto dei quali saranno predisposti appositi servizi da “cantiere” in zone stabilite. Eventuali incontri con personale proveniente da fuori azienda probabilmente saranno sostituiti da video-conferenze.
Sono raddoppiati i controlli anche al servizio mensa. In fabbrica nessuno vuole commentare, ma la preoccupazione si avverte. Il sindaco di Cupello, Graziana Di Florio, invita tutti ad evitare il panico: «Ribadisco che dobbiamo mantenere alta l’attenzione e utilizzare le misure per contenere il contagio. Chi è stato in luoghi a rischio può sottoporsi gratuitamente al tampone nelle postazioni drive-in di Ortona e Atessa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA