Operatori sanitari protestano in piazza

8 Settembre 2023

In 131 chiedono la proroga almeno fino a dicembre: «Durante il Covid ci chiamavano eroi, ora il nostro futuro è a rischio»

CHIETI. Hanno affrontato l’inferno del Covid in prima linea in ospedale. Hanno lavorato per anni nella sanità pubblica alla mercé delle cooperative con la speranza di poter essere finalmente stabilizzati dalla Asl. Ma niente da fare: non c’è proroga, almeno per ora, per i 131 operatori socio-sanitari (Oss) precari della Asl teatina in scadenza al 30 settembre. Non ci sono più cooperative a riassumerli, alla meglio ricorreranno ad agenzie interinali. E in tanti si chiedono come mai la Asl arrivi ad assumere personale interinale, con oneri economici più pesanti, e non decida, invece, di assumerli direttamente. È vero, ci sono i tetti di spesa per il personale che non possono essere sforati. Ma c’è anche, dicono, un’oggettiva carenza negli ospedali. E loro lo sanno bene, essendo costretti regolarmente, riferiscono, «a doppi turni, straordinari e mancati riposi». Perciò chiedono una presa di posizione politica che autorizzi i vertici Asl a prorogare i loro contratti fino a novembre: potranno così maturare i requisiti necessari per una possibile futura stabilizzazione e la sanità locale non verrà privata di personale.
È quanto hanno chiesto nella protesta di ieri davanti all’assessorato alla sanità a Pescara. La protesta è stata organizzata da Fp-Cgil, NurSind, Nursing up, Usb. Per la Fp-Cgil c’erano i sindacalisti Giuseppe Rucci e Carmine Gasbarro, per il NurSind Vincenzo Pace, per il Nursing up Leonardo Gialloreto, per l’Usb Alice Sciascia. L’assessore Nicoletta Verì non c’era. La mattinata si è chiusa con il nuovo incontro fissato per il 13.
Al momento però la Asl appare irremovibile: «Un’azienda sanitaria non vive di soli Oss», dice il dg Thomas Schael, «e noi ne abbiamo assunti più di 500, un numero adeguato alle nostre necessità. Dopo anni di vuoto è stato fatto un concorso e c’è una graduatoria alla quale attingere». Tra i manifestanti c’era anche Antonella Rossi, la prima Oss entrata con le cooperative nel 2011. Da 12 anni attende una stabilizzazione: «Sono stata sottopagata», dice, «ho affrontato il Covid quando tutti scappavano, ho visto il fallimento delle cooperative, da cui attendo ancora soldi». Giorgia Campilii invece per una sola settimana non riesce a maturare i requisiti necessari per una possibile stabilizzazione in futuro: «Ce l’avrei fatta se non fossi rimasta incinta», dice, «eppure il personale serve, tanto è vero che da noi sono arrivati quattro interinali». Presenti al sit-in i consiglieri M5S Francesco Taglieri, Barbara Stella, Pietro Smargiassi e Domenico Pettinari, il consigliere e il segretario provinciale del Pd, Silvio Paolucci e Leo Marongiu. Tutti hanno caldeggiato la proroga. Ha replicato il capogruppo Forza Italia Mauro Febbo accusando Paolucci di aver «infornato operatori socio-sanitari solo attraverso cooperative dove si entrava senza alcuna regola o valutazione meritocratica. Noi abbiamo rafforzato gli organici».
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