Operazione Evelin, la procura chiede 240 anni di carcere

29 Novembre 2023

Il processo per la rete di spaccio smantellata nel 2018 L’accusa sollecita 20 condanne dopo otto ore di requisitoria

VASTO . Sono dure le richieste della pubblica accusa per gli imputati del processo legato all’operazione Evelin. Al termine di una requisitoria precisa, analitica e circostanziata durata circa otto ore e suddivisa in due udienze, Stefano Gallo, procuratore della Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila, ha formulato ieri pomeriggio, qualche minuto prima delle 16, le sue richieste. Il magistrato ha chiesto complessivamente 240 anni di carcere per 20 imputati. Per uno, Alessandro Ronzullo, ex commerciante di auto ucciso un mese fa a Foggia, Gallo ha chiesto il non doversi procedere per sopravvenuta morte.
L’accusa per gli altri imputati, a vario titolo, è di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. A rinviare a giudizio gli imputati era stata il gup del tribunale dell’Aquila Guendalina Buccella. Nel corso del processo il pm ha ribadito le gravi accuse. Queste le richieste presentate ieri da Gallo: per Bruno Aliu 14 anni, Ion Balin 6 anni e 26mila euro di multa, Ana Maria Banica 6 anni e 8 mesi, Elfrida Bici 4 anni e 17.400 euro, Denis Bimi 24 anni, Equrem Bimi 12 anni, Costel Banariu 11 anni e 8 mesi, Agim Cafi 11 anni, Elvis Cafi 16 anni, Matteo Colapietra 11 anni, Barbara Colacillo 4 anni e 17.400 euro, Berardino D’Onofrio 11 anni, Raffaele Iacovone 14 anni e 7 mesi, Sabrina Iacovone 4 anni, Franco Nardino 12 anni, Nicolas Redigolo 4 anni e 17.400 euro, Besmir Sylja 18 anni, Clirim Tafili 20 anni, Elvin Tafili 15 anni e 4 mesi, Albjond Xheka 11 anni.
La pubblica accusa ha formulato le richieste in base a quanto emerso da 300 ore di intercettazioni e filmati. Decine i testimoni sentiti in aula, che hanno confermato la presenza a San Salvo di una organizzazione che importava dall’estero fiumi di droga nel Vastese. L'associazione avrebbe gestito un importante traffico di sostanze stupefacenti e non solo. Sono emersi collegamenti anche con una sparatoria davanti a una discoteca di San Salvo Marina. Per gli investigatori i protagonisti dell’operazione Evelin, conclusa nel novembre 2018, riuscivano a distribuire droga in tutto l’Abruzzo e altre regioni. Il procuratore Gallo ha ribadito la presenza a San Salvo di una rete di spacciatori che importava dall’estero grandi quantità di droga nel Vastese. Fra i testimoni chiave, un militare di Chieti che coordinò l’operazione. La sua testimonianza si è rivelata fondamentale.
L’inchiesta, condotta dai carabinieri e dalla guardia di finanza, portò non solo al sequestro cautelare del bar Evelin, ma anche di 4 immobili, 5 società e 19 auto per un valore complessivo di oltre un milione di euro.
Adesso la parola passa alla difesa. Le arringhe difensive avranno spazio nel corso delle udienze in programma il 18 dicembre, il 23 gennaio e il 27 febbraio. A seguire ci sarà la sentenza. I difensori contestano le accuse su tutta la linea e si preparano a fare dure arringhe.
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