Opere abusive, gli Aiuto dal Tar

7 Maggio 2017

I genitori dell’europarlamentare ricorrono contro il Comune che negò la sanatoria

VASTO . Chiedono l’annullamento del diniego del permesso in sanatoria e di ogni altro provvedimento antecedente o successivo, ivi compreso l’articolo 49 delle norme tecniche del Prg. Finisce davanti al Tar, come prevedibile, la querelle tra il Comune e i genitori dell’europarlamentare Daniela Aiuto (autosospesa dal Movimento 5 Stelle), i quali nelle scorse settimane si sono visti notificare un’ordinanza di demolizione firmata dal dirigente dell’ufficio urbanistico comunale Stefano Monteferrante. Il provvedimento concedeva 90 giorni di tempo a Emanuele Aiuto e Maria Assunta Rallo, proprietari di un appartamento all’ultimo piano di un edificio in via Bosco, per abbattere le opere realizzate abusivamente e ripristinare lo stato dei luoghi. L’ordinanza è l’epilogo di una serie di accertamenti e sopralluoghi effettuati dai tecnici comunali, coadiuvati dagli agenti del nucleo di polizia edilizia, che hanno accertato l’esecuzione di alcune opere «in assenza del permesso a costruire». La comunicazione di avvio del procedimento per l’emanazione dell’ordinanza di demolizione delle opere realizzate abusivamente risale al 30 giugno 2016, ma un mese prima i coniugi Aiuto presentarono richiesta di sanatoria a cui fece seguito sei mesi dopo il diniego del Comune. Ora della vicenda dovrà occuparsi il Tar a cui i genitori della europarlamentare si sono rivolti. Il Comune ha deciso di costituirsi in giudizio per difendere l’operato dell’ente. (a.b.)