Ora anche al supermercato si misura la febbre ai clienti

24 Marzo 2020

Dentro Megalò il vigilante controlla la temperatura con il termometro laser  Il direttore del Conad: «Così tuteliamo la sicurezza degli utenti e dei dipendenti»

CHIETI. Non solo in aeroporto: ora la febbre si misura anche al supermercato. Succede, in piena emergenza coronavirus, al Conad che si trova all’interno del centro commerciale Megalò. Qui hanno deciso di prendere pure questa precauzione: l’uomo della sicurezza – rigorosamente in giacca, cravatta, guanti e mascherina – controlla la temperatura di ogni cliente con un termometro laser. Una scelta che ha messo tutti d’accordo: utenti e dipendenti.
IL DIRETTORE. «Già da qualche giorno abbiamo preso questa misura», racconta il direttore Antonio Nicastri. «Era nostra intenzione partire prima, ma non è stato facile trovare il termometro: alla fine l’abbiamo acquistato su internet. Per garantire la privacy, nulla viene registrato: si tratta solo di un modo per garantire la sicurezza di tutti. Finora non abbiamo trovato clienti con la febbre. Per ogni utente, è prevista l’igienizzazione delle mani e poi dei guanti: se non li indossano, siamo noi a fornirli. Non solo: anche il carrello viene sanificato prima dell’ingresso. Nel punto vendita, sono stati adottati una serie di accorgimenti per agevolare il rispetto della distanza di almeno un metro. Tutti i dipendenti indossano guanti e mascherine e, davanti alle casse, sono stati installati pannelli di plexiglass».
SERRANDE ABBASSATE. L’affluenza nel centro commerciale, che ogni giorno richiamava migliaia di clienti, soprattutto nel fine settimana, adesso è scesa drasticamente. Anche perché le uniche attività aperte sono il Conad e la parafarmacia. Gli altri 108 negozi, i 14 bar e ristoranti e il cinema multiplex con 9 sale hanno dovuto abbassare le serrande, come previsto dal decreto del governo. Gli incassi del supermercato, inevitabilmente, ne hanno risentito. «Abbiamo registrato una flessione delle presenze del 70%», sintetizza il direttore Nicastri. L’orario di apertura è stato ridotto perché, nel tardo pomeriggio, l’affluenza è minima: il Conad resta aperto dalle 9 alle 19 dal lunedì al sabato e dalle 10 alle 15 la domenica».
IL SINDACO. In una Chieti deserta, in cui anche i parchi pubblici e la villa comunale sono stati chiusi, le uniche code ci sono davanti ai supermercati e agli uffici postali. «Ma si tratta comunque di un fenomeno contenuto», spiega il sindaco Umberto Di Primio. «Nella giornata di sabato, soprattutto di fronte alle Poste di via Spaventa, ci hanno segnalato delle file. Siamo intervenuti tempestivamente con i vigili urbani, ma non abbiamo potuto prendere alcun tipo di provvedimento perché la gente stava rispettando la distanza minima di sicurezza».
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