«Ora Chieti forte per la C»

2 Aprile 2019

I tifosi pensano già al futuro: «Serve una società solida per puntare in alto»

CHIETI. Politici, commercianti, ingegneri, avvocati, imprenditori, sportivi, ex giocatori, lo storico magazziniere, il prete del Tricalle. Tutti in festa per il ritorno del Chieti in serie D. Una categoria che mancava da due stagioni e mezzo, dopo il fallimento della società nel dicembre del 2016. All’indomani del trionfo a Nereto, in città si torna a respirare entusiasmo per le sorti della squadra neroverde. «Sono contento per il risultato», dice il sindaco Umberto Di Primio, «ma soprattutto per i tifosi che rappresentano un orgoglio per la città e la squadra. Il nuovo progetto sportivo sta dando i primi frutti. La speranza è che chi oggi ha fatto rialzare la squadra, dopo i brutti momenti passati con il fallimento, possa aggregare intorno a sé persone che diano ancora più forza economica per ritornare in serie C, la categoria che il Chieti merita. Io non posso obbligare gli imprenditori ad entrare in società, posso solo avvicinarli. Se il progetto è buono e credibile, gli imprenditori entreranno». Alcuni, come Luca Tosto e la famiglia Di Nisio (Mokambo), stanno già dando il loro contributo con una sponsorizzazione. «Per la nostra azienda, da sempre vicina ai colori neroverdi, è un motivo di grande orgoglio aver contribuito alla vittoria del campionato», dice Davide Di Nisio. «Speriamo che sia di buon auspicio per raggiungere traguardi sempre più prestigiosi».
Anche l’ingegnere Giustino Angeloni, ex presidente del Chieti nell’anno della rinascita (era il 2006), non sta nella pelle. «Vedere il Chieti vincere è un’emozione indescrivibile», racconta Angeloni. «Complimenti all’allenatore e ai giocatori, in modo particolare a Daniele Ricci perché un capitano di Chieti non si vedeva dai tempi di Walter Berardi e Francesco Marchetti. Bene la serie D, ma che sia di passaggio perché non la ritengo la categoria giusta per la nostra città. L’obiettivo ora è formare una società forte, possibilmente tutta di elementi teatini che hanno a cuore le sorti della squadra, e tracciare un progetto per tornare in C. Bisogna coinvolgere tutta la città perché il Chieti calcio è un veicolo importante anche a livello sociale. Tutti gli enti devono dare una mano. Se sarò chiamato, io darò ampia disponibilità. Per me il Chieti è una questione di sangue e di vita». «Per me viene prima il Chieti, poi il lavoro e la famiglia», aggiunge il commerciante Walter Di Leo. «Vincere il campionato è una soddisfazione immensa, soprattutto se pensiamo che qualche anno fa abbiamo rischiato di scomparire. Ora mi aspetto una presenza massiccia allo stadio. Prego gli sportivi a venire all’Angelini perché la domenica dobbiamo fare almeno mille paganti, altrimenti non possiamo lamentarci se le cose vanno male. Senza i ragazzi della curva, lo stadio sarebbe deserto». C’è anche un tifoso speciale che festeggia la promozione. È don Panfilo Argentieri, parroco del Tricalle, che segue il Chieti da 40 anni e ha anche dato la benedizione alla squadra a metà stagione. «È una grande gioia per noi che abbiamo seguito con trepidazione le sorti del nostro Chieti», esulta don Panfilo. «Torniamo in una categoria più consona: oggi ci accontentiamo della D, sperando di riprenderci presto la C. Gratitudine e riconoscenza al presidente Filippo Di Giovanni e a tutti quelli che si sono impegnati per darci questa bella soddisfazione».
Tra gli sportivi, Maurizio Formichetti mette a disposizione le sue competenze. «Se la società mi chiama, io sono pronto a far parte del progetto», dice il referente della Rcs in Abruzzo per il Giro d’Italia. «Sono super contento per la città, finalmente torniamo a vincere. La città è in crisi, ma a livello sportivo ci stiamo riprendendo. Il Chieti è una delle società più importanti d’Abruzzo. Ora formiamo una società forte per garantirci un futuro». «Società, politici e imprenditori devono fare la loro parte», aggiunge il consigliere comunale Emiliano Vitale. «Io nel mio piccolo ho già fatto qualcosa e presto sbloccheremo i 100mila euro di fondi regionali per sistemare il campo dell’Angelini. Ora costruiamo una società solida». Sono arrivati tanti messaggi anche dai protagonisti della storia neroverde. «Finalmente andiamo via da queste categorie», dice Gino Mancinelli, storico magazziniere del Chieti per 32 anni. «Ora ci aspettiamo un ritorno in C». Festeggiano anche gli ex giocatori neroverdi Peppe Aquino, Maurizio Tacchi e Federico Del Grosso. E festeggiano anche gli angeli del Chieti volati in cielo. «La vittoria è per il nostro amico Roberto Vanni», dice, commosso, l’avvocato Stefano Marchionno. «Lui avrebbe voluto esserci e meritava di godersi questa gioia».
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