Ora l’ospedale diventa un caso politico

Dopo la lettera dei medici e le parole del sindaco, interviene l’ex assessore Paolucci: «La Regione fermi il declino»
ORTONA. La lettera che i medici dell’ospedale di Ortona hanno indirizzato ai vertici della Asl Lanciano Vasto Chieti e per conoscenza a Regione e sindaco della città adriatica, porta con sé una scia di polemiche e richieste di chiarimenti. A partire dall’ex assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, che ha pronta un’interrogazione a risposta scritta per conoscere le intenzioni dell’esecutivo sul Bernabeo. «I medici del presidio ospedaliero di Ortona ribadiscono la richiesta della riapertura dei ricoveri ordinari e in day surgery per tutte le attività chirurgiche al fine di ridurre le liste d’attesa e rispondere alle richieste sempre più pressanti dei cittadini». Questo era l’incipit della missiva che alcuni direttori delle unità operative del nosocomio di contrada Santa Liberata hanno inviato nei giorni scorsi alle massime autorità istituzionali. Per Paolucci si tratta di «una lettera durissima per svegliare la Regione, fermare il declino che l’ospedale Bernabeo di Ortona sta conoscendo durante l’anno e mezzo di gestione di centrodestra e promuovere il rilancio di una struttura di eccellenza della sanità regionale».
Già nelle scorse settimane l’ex assessore regionale aveva lanciato l’allarme analizzando una serie di dati relativi a ricoveri e interventi della struttura che sottolineavano «una perdita di circa 3.000 ricoveri su quasi 6.000 di routine e che ha visto più che dimezzata l’attività chirurgica negli ultimi 16 mesi, trasformandosi, di fatto da eccellenza a poliambulatorio». Paolucci chiarisce che quella denunciata non è una visione politica visto che a scendere in campo sono stati adesso gli stessi professionisti che lavorano in quell’ospedale. «I medici confermano il tramonto della struttura sotto la gestione Marsilio, che ha perso servizi e pazienti a prescindere dall’emergenza coronavirus, perché non sono ripresi ricoveri e interventi, nonostante questa sia finita da tempo. Reclamano giustamente che si torni a operare e ad accogliere e il Bernabeo deve poter continuare ad essere una struttura di riferimento per la comunità locale e per l’Abruzzo, com’è stato in questi anni, uscendo dall’attuale declino». Tra i numeri che l’ex assessore alla sanità fornisce, quelli relativi agli interventi chirurgici: «Nei primi 6 mesi del 2018 erano 1.500, nel primo semestre del 2020 sono a quota 800. L’ospedale è ormai un deserto che la comunità e il potenziale del comprensorio non meritano».
L’appello dei medici è stato accolto dal sindaco Leo Castiglione, concorde con la loro richiesta al punto che già nelle scorse settimane aveva protestato contro la mancata ripresa di alcune attività post-emergenza coronavirus. Ma il consigliere comunale di minoranza Peppino Polidori è critico contro il primo cittadino: «Al sindaco Castiglione piace fare proclami al vento», sostiene l’esponente dell’opposizione elencando quelle che ritiene una serie di criticità che ingloba anche il Bernabeo. «L’ospedale», conclude, «è rimasto una scatola vuota».
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