«Ora la Finanza faccia chiarezza»

Clima sereno tra i dipendenti dopo il blitz delle fiamme gialle. Summit in Regione con i commissari
VASTO. L’indagine della guardia di Finanza, invocata anche dal governatore Luciano D’Alfonso, prosegue nel massimo riserbo. Nessuno al Consorzio di bonifica vuole parlare. L’indagine è probabile duri molti mesi a causa del materiale da controllare, ma non ferma i lavori di completamento della diga di Chiauci. Al contrario. A Pescara, il prossimo 27 gennaio, è in programma un summit fra il governatore D’Alfonso, deciso ad ultimare l’invaso, e i responsabili del Consorzio di bonifica sud per parlare del faraonico impianto dal quale dipende l’economia industriale, agricola e turistica del Vastese e del Molise. Al tavolo allargato sarà presente l’ex commissario Giampiero Leombroni, l’attuale Rodolfo Mastrangelo e diverse autorità del Molise.
Entro il mese di febbraio, come ogni anno, il servizio dighe di Roma compierà i rilievi necessari per autorizzare il riempimento dell’invaso (4 milioni di metri cubi). L’operazione è propedeutica e necessaria per far fronte a necessità e urgenze. Un esame che purtroppo un anno fa non venne superato. Il riempimento della diga è indispensabile per far fronte alle esigenze idriche della popolazione, delle industrie e ovviamente del mondo agricolo. Fortunatamente i progetti per l’ultimazione della diga sono cantierabili. Lo ha confermato qualche giorno fa il commissario Mastrangelo. In particolare la sistemazione dell’ammasso roccioso (3,5 milioni di euro) e la messa in sicurezza a valle (3 milioni di euro). I lavori aspettano solo i finanziamenti per poter cominciare. La visita delle fiamme gialle è stata accolta con serenità dagli ex responsabili dell’ente. «Sono sereno», commenta l’ex presidente Fabrizio Marchetti, la cui gestione rientra nel periodo finito sotto le lenti dei finanzieri, «perché non dovrei esserlo? Sono stato l’unico presidente che si è ridotto l’indennità del 30% e che ha preteso il pagamento dell’acqua fornita al Consorzio industriale. Nel periodo in cui ho presieduto l’ente, nonostante la crisi idrica, grazie alla concertazione con enti e associazioni, l’acqua non è mai mancata». Sereni sono i lavoratori del Consorzio (che nei giorni scorsi hanno ricevuto anche tre mensilità arretrate) e gli operatori che hanno collaborato con l’ente. Tutti auspicano chiarezza. È probabile che la visita, fatta qualche giorno fa negli uffici di Sant’Antonio Abate dalle fiamme gialle di Chieti, non resti l’unica. I finanzieri potrebbero aver bisogno di altra documentazione e quindi tornare a Vasto. L’incarico dell’attuale commissario, intanto, scade l’11 marzo. Che cosa accadrà dopo? Molto potrebbe dipendere dall’inchiesta in corso.
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