Ora le aziende puntano sul plexiglass

7 Maggio 2020

Il caso di Tasso e Mevepa con 240 dipendenti. Il titolare: ho anticipato la Cig e riconvertito la produzione dall’automotive

ATESSA. L'idea gli è venuta in una delle tante notti insonni che da un mese gli capitava di passare. E così la Tasso srl ha ricominciato a sperare.
La storia è di quelle che riconciliano col futuro. Parte tutto da Roberto Ramondo, 53 anni e una vita da imprenditore e di abruzzese “cocciatoste” fiero delle sue origini: contrada Ascigno di Casoli. Ramondo è amministratore delegato di Tasso srl e Mevepa (acquisita nel 2018 quando l’azienda era sul punto di fallire) e coordina un gruppo di 240 dipendenti divisi tra i due marchi.
Le due aziende realizzano prodotti di carpenteria metallica, stampaggio a freddo di lamiere e materiale plastico per il settore automotive e altri come fitness, autobus, camper. Ramondo per natura è abituato a guardare lontano. Ma la crisi da coronavirus l'ha investito, letteralmente, in un momento di espansione e da una fase di investimenti importanti: 17 milioni di euro in tre anni.
In quasi due mesi di lockdown il fatturato è sprofondato da oltre tre milioni e mezzo di euro a meno di due milioni. Un tracollo. E 240 famiglie a cui dare delle risposte. «Ho anticipato gli stipendi della cassa integrazione», spiega, «nessuna è stata lasciata indietro e le famiglie sono rimaste serene. Alla ripartenza, il 14 marzo, per il fatto di lavorare anche la plastica e che il nostro codice Ateco lo permetteva, ci siamo fatti trovare pronti con tutte le misure di sicurezza attivate e organizzate al dettaglio».
Ma il tarlo di una voragine economica da affrontare continuava a rodergli i pensieri. Di qui l’idea: tentare una riconversione. «Avevo pensato alle mascherine», racconta, «ma poi mi son detto che bisognava fare quello che sappiamo fare. Allora ho pensato alla plastica e a convertire parte della nostra produzione in lastre di plexiglass invertendo alcuni processi». All’inizio le due aziende hanno regalato i primi prototipi a chi ne aveva bisogno, poi, in una settimana, il lancio vero e proprio.
Oggi la Tasso è ancora al 75% del fatturato precedente, ma ha una speranza. «Ho proprio visto accendersi la miccia dell’entusiasmo negli occhi dei miei collaboratori», dice Ramondo, «una sensazione bellissima. E difatti siamo partiti con una spinta emotiva fortissima». Il plexiglass andrà via come il pane nei prossimi mesi. Dai ristoranti, alle mense, agli uffici pubblici e privati, fino ai bar le lastre: saranno ovunque.
«Abbiamo cominciato con la produzione seria da una settimana», prosegue l’imprenditore, «e sto vedendo che la domanda è rimasta sostenuta. Abbiamo prodotto circa 400 pezzi, ma la cosa bella è il sentirsi utili».
Gli inglesi la chiamano struggle for life, lotta per la sopravvivenza. E come gli animali studiati da Darwin anche le imprese dovranno combattere. «Stiamo ripartendo», conclude l’amministratore Roberto Ramondo, «ci aspettano enormi sacrifici, ma da luglio contiamo di tornare a produrre a ritmi sostenuti. La riconversione, nel nostro, ma in tutti i settori, è la salvezza. L’automotive per almeno due anni sconterà una crisi enorme, noi dobbiamo provare a salvarci in tutti i modi».
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