«Ora sei alla tavola degli angeli»

26 Giugno 2018

Le reazioni. De Guglielmo: figura importante in città. Tavani: ragazzo esemplare

ORTONA . «“Strippete silvè, ci hai salvati tutti quanto semo, si nun era pe te!” Questa era la battuta del nostro “Aggiungi un posto a tavola” che tanto piaceva a Gaetano...purtroppo questa volta, nella realtà spesso troppo cruda fuori dal palco, non siamo riusciti a fare nulla per farti restare con noi. Sei volato nel posto aggiunto alla tavola degli angeli». Lo dice con la voce rotta dall’emozione Gabriele de Guglielmo, insegnante di musica e canto, direttore e interprete di spettacoli musicali ai quali ha partecipato anche Cespa, come in “Aggiungi un posto a tavola”, del quale de Guglielmo è protagonista, coproduttore e direttore musicale.
«Gaetano era un artista poliedrico, cantante, attore, animatore, organizzatore, una figura importante e presente nella nostra realtà di Ortona», continua de Guglielmo, «impegnato fin da giovanissimo in ogni ambito del territorio dalle tradizioni popolari al Venerdì santo. Con impegno instancabile e dedizione ha calcato moltissimi palcoscenici italiani con gli spettacoli della “Compagnia dell’Alba” in cui si è sempre contraddistinto per le innate capacità artistiche. Lascia un vuoto incredibile nella città di Ortona e nei cuori di quanti hanno condiviso con lui momenti indimenticabili», conclude de Guglielmo.
Oggi Gaetano avrebbe dovuto lavorare all’Hotel del Camerlengo, a Fara San Martino, struttura dell’ex sindaco Antonio Tavani. «Sì, sarebbe venuto a lavorare da me fino a metà settembre», dice Tavani, uno dei primi ad andare ieri mattina all’obitorio dell’ospedale di Ortona, «era cresciuto con noi come aiuto animatore fino a diventare capo animatore tre anni fa. L’ho chiamato una decina di giorni fa e mi ha risposto che non poteva dirmi di no. Sono sconvolto. Era un ragazzo d’oro, grande lavoratore, estroverso, educato. Un vero artista. All’inizio da me faceva anche il cameriere, mi aiutava in sala. Un ragazzo generoso. È difficile credere a quanto è accaduto. Anche perché un capo animatore deve essere l’ultimo a morire. Il mio staff è distrutto e in lacrime: tutti aspettavano lui». (r.o.)
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