Ordigno contro il ristorante Simbiosi

Esplosione poco dopo la mezzanotte all’ingresso del locale di via Cavour. Danni a porta e tettoia. Indagini dei carabinieri
VASTO. Attentato al ristorate Simbiosi in via Cavour. Una violenta deflagrazione ha svegliato i residenti del centro storico. L'esplosione che ha danneggiato l'ingresso del ristorante, ha fatto tremare le vetrate delle case vicine. Il fatto è accaduto dieci minuti dopo la mezzanotte. Sul posto dopo pochi minuti è arrivata una pattuglia dei carabinieri. Davanti al locale non c'era più nessuno. L'autore o gli autori probabilmente hanno raggiunto il locale in sella a un ciclomotore e dopo aver lanciato la bomba sono fuggiti. Le immagini delle telecamere della videosorveglianza aiuteranno gli investigatori a identificare gli attentatori. Vendetta , dispetto o messaggio intimidatorio? I carabinieri al momento non si sbilanciano. L'ordigno è stato realizzato artigianalmente. «È stato fatto un grosso petardo», conferma il maggiore dei carabinieri Amedeo Consales, «che una volta toccata terra è esploso provocando uno squarcio all'ingresso del ristorante piegando l'intelaiatura della porta e sfondando una tettoia in plexiglass». Il ristorante era rimasto aperto fino alle 22 per il servizio d'asporto. A mezzanotte via Cavour e la vicina piazza Rossetti erano deserte. L'azione è stata fulminea. E ora la città è spaventata. Il presidente provinciale di Confesercenti Franco Menna, e Simone Lembo, responsabile turismo, hanno espresso solidarietà a vicinanza ai titolari elogiando l'impegno dei ristoratori che resistono nonostante la pandemia.
IL SINDACO «Quello che è accaduto è gravissimo», dice il sindaco Francesco Menna. «Comprendo la preoccupazione dei cittadini, ma proprio per questo invito chi ha sentito o visto qualcosa prima o dopo l'esplosione a riferirlo ai carabinieri. Aiutiamo le forze dell'ordine a proteggerci».
L’OPPOSIZIONE «Un atto da condannare e da reprimere che non può essere tollerato in alcun modo». È il commento a caldo dei consiglieri comunali di minoranza Francesco Prospero, Vincenzo Suriani, Guido Giangiacomo, Edmondo Laudazi, Alessandro D’Elisa, Alessandra Cappa e Davide D’Alessandro. «È un atto criminoso che colpisce un’attività già fortemente penalizzata dalla pandemia. Al titolare va la nostra solidarietà, con l'augurio e la certezza che le forze dell'ordine sapranno presto assicurare alla giustizia i responsabili. All'amministrazione comunale, invece, chiediamo di completare quel sistema di videosorveglianza. La Statale e i caselli autostradali, rappresentano le principali vie di fuga per tutti i criminali che sempre più spesso organizzano spedizioni, dalle regioni vicine. Vasto non è Beirut diceva qualcuno qualche anno fa, ma 15 anni di centrosinistra l'hanno resa molto simile».
L’ARCOBALENO «Il problema della sicurezza a Vasto non è più differibile», afferma l'avvocato Angela Pennetta del comitato civico L'Arcobaleno. «Va affrontato a muso duro. Servono rinforzi nelle forze dell’ordine. Ci erano stati promessi, ma la promessa non è stata mantenuta. I nostri parlamentari, il sindaco e le opposizioni cosa fanno? Quando inizieranno a difendere Vasto? Basta beghe fra partiti, unitevi e dedicatevi alla difesa di Vasto. Ma i politici si sono chiesti perché i cittadini chiedono aiuto al comitato civico?
L’ASSOCIAZIONE CODICI Chiede maggiori controlli anche di natura economica Riccardo Alinovi, dell’associazione Codici. «È in periodi come questi, con le attività in crisi a causa della pandemia che la malavita prende spazio», dice Alinovi. «Invito i cittadini in difficoltà, chiunque ricevesse delle minacce a rivolgersi all’associazione Codici Siamo pronti a dare una mano e a fare da tramite con le forze dell'ordine. Non sappiamo cosa c'è dietro questo grave episodio. Le ipotesi sono tante ma c'è la certezza che chi ha agito non si fa scrupoli. Non lasciamo spazio a persone senza scrupoli». (p.c.)
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