Ordigno sotto l’auto, anche l’amico accusa

Attentato a una donna. In udienza il suo conoscente svela di avere ricevuto lettere minatorie dall’arrestato
VASTO. Nuova drammatica udienza ieri a Vasto del processo che vede alla sbarra in veste di imputato Antonio Sgrò, 65enne calabrese. L'uomo è accusato del tentato attentato avvenuto il 15 gennaio ai danni di M.D.F., di Vasto, tentato incendio, detenzione e porto abusivo di ordigno esplosivo incendiario, atti persecutori, minacce, intimidazioni e insulti. Il collegio di giudici del tribunale composto da Stefania Izzi, Fabrizio Pasquale e Maria Elena Faleschini ha ascoltato ieri le dichiarazioni del professionista amico di M.D.F. e che, a sua volta, era finito nel mirino di Sgrò. L'uomo, che non ha voluto costituirsi parte civile, ha ribadito ai giudici di essere certo che l'autore delle lettere minatorie anonime che gli venivano inviate fosse proprio Sgrò. Più volte il 65enne sarebbe stato visto aggirarsi davanti allo studio del professionista.
Tanti i tasselli che non depongono a favore dell'imputato. Non la pensa allo stesso modo l'avvocato Raffaele Giacomucci, difensore di Sgrò, e che ha invocato prove più concrete. «Molti particolari il testimone li ha appresi da M.D.F.», ha sottolineato l'avvocato Giacomucci.
Il processo è stato aggiornato al 16 gennaio per ascoltare 22 testimoni del pubblico ministero. M.D.F. è certa che a posizionare la bomba sotto la sua vettura sia stato proprio l’imputato. Ad avvalorare la ricostruzione sarebbe la telecamera che la donna aveva appositamente posizionato nell’auto, e che ha ripreso una sagoma identica a Sgrò.
Ad assistere la parte civile è l'avvocato Rosario Di Giacomo. Il giorno dell'attentato l’autovettura della vittima era in sosta nel parcheggio condominiale dove la donna abita. L’ordigno, inesploso, venne inertizzato dagli artificieri della polizia di Stato e la zona bonificata, senza danni a cose o persone. Le indagini condotte senza sosta dai poliziotti del commissariato, anche con l’ausilio della Polstato della sezione di polizia giudiziarua della Procura della Repubblica di Vasto, sotto la direzione del pubblico ministero Vincenzo Chirico, hanno permesso di raccogliere molti e gravi indizi di colpevolezza a carico di Sgrò.
Eppure l'accusato continua a dichiararsi innocente e ha rifiutato il processo con riti alternativi che gli avrebbero permesso, in caso di condanna, di avere una pena più lieve. (p.c.)
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