Ordigno sotto l’auto, confermate le accuse

6 Dicembre 2023

In tribunale la donna presa di mira dal 65enne arrestato racconta il suo calvario e le minacce ricevute

VASTO. Ordigno incendiario sotto l’auto: nuova udienza ieri mattina nell'aula del tribunale di Vasto. Alla sbarra Antonio Sgrò, 65 anni, di calabrese. Le accuse nei suoi confronti vanno dal danneggiamento per il tentato attentato del 15 gennaio ai danni di M.D.F., professionista di Vasto, al tentato incendio, detenzione e porto abusivo di un ordigno esplosivo di tipo incendiario, atti persecutori e poi minacce, intimidazioni e pesanti insulti anche nei confronti di un amico della donna presa di mira. Ieri mattina M.D.F., proprietaria dell'auto sotto la quale il 15 gennaio era stato sistemato un ordigno telecomandato, ha parlato per più di due ore. Davanti al collegio di giudici formato dal presidente Stefania Izzi e a latere Fabrizio Pasquale e Maria Elena Faleschini la donna, che si è costituita parte civile, ha ricordato il suo calvario, le lettere minacciose ricevute da Sgrò e gli atteggiamenti persecutori dell'uomo. La donna, assistita dall'avvocato Rosario Di Giacomo, si è detta convinta che a posizionare sotto la sua auto una bomba incendiaria sia stato l'imputato. Una telecamera sistemata infatti da M.D.F. nell'auto ha ripreso l'attentatore. Per la vittima non ci sono dubbi: era Sgrò.
Non la pensa allo stesso modo il difensore dell'uomo, l'avvocato Raffaele Giacomucci, che ha chiesto la visione in aula del filmato. Sgrò non avrebbe minacciato solo M.D.F., ma anche un 'amico della donna. Quest'ultimo sarà ascoltato il 19 dicembre. L'accusato ha assistito al processo seduto su una sedia a rotelle visibilmente sofferente. «Il mio cliente sta malissimo. Il regime carcerario potrebbe compromettere la sua salute», afferma l'avvocato Giacomucci, che per questo è tornato a chiedere gli arresti domiciliari per il suo assistito. Una richiesta a cui si oppone la parte civile. Il tribunale si è riservato di decidere. Sono 18 i testimoni della Procura che saranno ascoltati nelle udienze del 16 gennaio e 6 febbraio, poi arriverà la sentenza. A rappresentare la pubblica accusa è il pm Silvia Di Nunzio. L’imputato, ha rifiutato riti alternativi e il patteggiamento e continua a dichiararsi innocente. (p.c.)
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