Ordigno sotto l’auto di una donna L’indagato malato cambia carcere

23 Aprile 2023

Via libera del giudice al trasferimento di Sgrò, 65 anni, in un istituto dotato di reparto interno sanitario L’uomo continua a dichiararsi innocente: sarà ascoltato dal pm dopo la perizia sul suo telefonino 

VASTO. Antonio Sgrò, 65 anni, l'uomo accusato di essere il responsabile del tentato attentato incendiario ai danni di una donna di Vasto, sta male. Il sessantacinquenne sarebbe afflitto da una patologia cardiaca. La reclusione nel carcere di Torre Sinello sarebbe incompatibile con le patologie di cui soffre. Per questo, su richiesta del suo legale, l'avvocato Raffaele Giacomucci, e sentito il parere del medico penitenziario, il giudice del tribunale di Vasto, Silvia Lubrano, ha concesso il trasferimento del recluso in un carcere dotato di reparto di intervento sanitario. In Abruzzo non ci sono carceri che possono assistere un recluso cardiopatico. Il carcere più vicino è quello di Rebibbia, a Roma. Presto quindi l'uomo potrebbe essere trasferito nel penitenziario della Capitale.
Nel frattempo Sgrò continua a professarsi innocente ed ha chiesto di essere interrogato dal pubblico ministero Vincenzo Chirico. Il sessantacinquenne, che al momento dell'arresto ha fatto scena muta e ha chiesto di avvalersi della facoltà di non rispondere, ora vuole parlare. Dal carcere di Torre Sinello nel quale è rinchiuso da fine gennaio continua ad insistere sulla sua estraneità ai fatti e insiste anche per fornire ai magistrati la sua verità. Il magistrato, prima di ascoltare l'indagato, attende di visionare i risultati delle perizie che sono state eseguite sul cellulare dell'accusato. Il contenuto del telefonino, infatti, potrebbe essere eloquente. La vicenda continua ad essere avvolta dal mistero. Certo, il passato dell'uomo non depone a suo favore, né sono insignificanti gli indizi ritrovati dagli investigatori.
Le manette ai polsi di Antonio Sgrò sono scattate il 24 gennaio scorso. Ad arrestare l'uomo è stata la polizia dopo importanti riscontri tecnici. La corrispondenza telematica con la scampata vittima non aiuta l'accusato, anzi, al contrario, depone contro di lui. La difesa già un mese fa aveva chiesto la modifica dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari, ma la richiesta venne respinta. Le accuse a carico dell'indagato sono pesanti: tentato incendio, detenzione e porto abusivo di ordigno esplosivo di tipo incendiario, atti persecutori. Nel corso di perquisizioni fatte dalla polizia nella sua casa, è stato trovato materiale identico a quello utilizzato per il confezionamento dell'ordigno con dispositivo a tempo sistemato sotto un auto in via dei Conti Ricci. Elementi che la magistratura ha soppesato con attenzione. Le dichiarazioni dell'uomo e il suo cellulare potrebbero aggiungere nuovi capitoli alla vicenda. Antonio Sgrò spera comunque di poter essere trasferito prima possibile a Rebibbia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA