Ordine dei medici teatini Casale rieletto presidente

CHIETI. Ezio Casale si riconferma presidente dell’Ordine dei medici di Chieti. L’Ordine ha rinnovato le proprie cariche e ha rivoluto Casale alla presidenza. Vice presidente è Francesco Valente,...
CHIETI. Ezio Casale si riconferma presidente dell’Ordine dei medici di Chieti. L’Ordine ha rinnovato le proprie cariche e ha rivoluto Casale alla presidenza. Vice presidente è Francesco Valente, segretario Lorenzo Capasso, e tesoriere Valeria Pace. Il consiglio direttivo è composto da Sara Antenucci, Angela Maria Bascelli, Pietro Castellan, Aurelio Colozzi, Alberto D’Aulerio, Rocco Del Conte, Domenico Di Battista, Maria Luisa Di Cocco, Giovanni Ferrini, Lucilla Gagliardi, Antonio Iacovella, Chiara Montemitro, Paola Santilli. Infine, il collegio dei revisori è costituito da Caterina Miscia (presidente), Giuseppe Andrisani, Sarah Silipo e Damiano D’Ardes. La Commissione odontoiatri vede invece riconfermati gli uscenti Rocco Del Conte e Angela Bascelli (che come primi due eletti faranno parte del nuovo consiglio direttivo), nonché Gianni Cialone, Simona Di Giacomo e Luca Di Loreto. Il presidente Casale, al quinto mandato consecutivo, ha visto rieletta in blocco la propria lista. «Evidentemente è stata riconosciuta la serietà del lavoro svolto in tutti questi anni», ha commentato.
La prima battaglia che il presidente Casale ha lanciato a favore della categoria riguarda le indennità di rischio tagliate. L’Ordine teatino ha scritto ieri al presidente della Regione Luciano D’Alfonso e all’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci per chiedere il recupero delle indennità di continuità assistenziale. La lettera ribadisce che «i medici di continuità assistenziale hanno esercitato la loro attività professionale secondo norme contrattuali legalmente valide al momento del conferimento dell’incarico. Quindi l’indennità di rischio è stata percepita, oltre che in buona fede, in modo assolutamente legittimo. In tutta questa vicenda il governo regionale», si legge infine, «sembra aver dimenticato le regole della buona politica, della mediazione e della concertazione». (a.i.)

