Ore di attesa e caos: protestano i pazienti del pronto soccorso

22 Febbraio 2022

Problemi con i codici verdi: «In coda per un giorno e mezzo» Trenta posti letto riconvertiti per la Medicina no-Covid

CHIETI . Quella di ieri è stata una giornata di grande affollamento, l’ennesima, al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. Tante le lamentele dei pazienti in fila per ore, soprattutto per quanto riguarda i codici verdi, vale a dire i pazienti in condizioni meno serie. Per quelli più gravi in attesa di ricovero, invece, i disagi sono stati attenuati soprattutto perché, proprio ieri mattina, la Medicina no-Covid ha potuto riappropriarsi di 30 posti letto grazie alla riconversione del reparto di Medicina 2 non più riservato alle persone con il virus. Se però dal punto di vista dei ricoveri ci sono stati meno problemi del solito, da quello dei pazienti meno gravi che accedevano al pronto soccorso con i codici verdi è stato un inferno.
Ore di fila in attesa dentro locali con spazi non sufficienti al rispetto delle norme del distanziamento Covid. «Sono qui dalle 7 di questa mattina (ieri per chi legge, ndc). Ma ora torno a casa senza farmi visitare», lamentava una ragazza quando ormai erano le 13. Una signora ha raccontato di essere arrivata al pronto soccorso domenica mattina alle 10.30 e di essere stata rimandata a casa alle 20 con la raccomandazione di tornare il mattino dopo per la visita dall’ortopedico, che di domenica non era in servizio: «Sono le 12.30 e sono ancora qua», rimarcava ieri. In pratica un giorno e mezzo trascorso in pronto soccorso. «Ci hanno detto che il dottore del codice verde oggi non c’è e quindi tutto è più rallentato», commentava un altro paziente in attesa. Carenza di personale, spazi inadeguati, medici e infermieri costretti al super-lavoro e il Covid a complicare tutto.
Non era raro ieri mattina vedere personale sanitario bardato con le tute bianche in assetto anti-Covid attraversare i locali del pronto soccorso no Covid, segno di pazienti risultati positivi al virus che evidentemente non sapevano di esserlo. I pazienti Covid, infatti, vengono accolti dal pronto soccorso per malati infettivi, che è stato creato con la pandemia proprio accanto al pronto soccorso tradizionale, nella stessa palazzina dove si trova il reparto di Malattie infettive diretto da Jacopo Vecchiet, reparto in prima linea nella lotta contro il virus.
I dati del contagio per fortuna continuano a scendere e la Medicina no Covid proprio ieri è riuscita a riappropriarsi di uno dei reparti che era stato riconvertito a servizio dei pazienti contagiati. Si tratta della Medicina generale 2 diretta da Ettore Porreca che ha a disposizione 30 posti letto. «Il prossimo passo», dice il direttore della Clinica medica e referente della medicina Covid della Asl Francesco Cipollone, «è la riconversione del terzo reparto di Medicina, ma ci vorrà tempo. Per ora siamo riusciti a riconvertire questo importante reparto che ridarà fiato alla Medicina no Covid, fortemente sacrificata nell’ultimo periodo, e di conseguenza anche al pronto soccorso».
Con 30 letti in più, infatti, i pazienti che dovranno essere ricoverati non dovranno più stazionare in pronto soccorso in attesa che si liberi un posto letto.
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