Organo da restaurare Appello della chiesa: servono 60mila euro

10 Gennaio 2023

Con 20 euro si può scrivere il proprio nome sullo strumento Don Roberto: «Opera di valore da consegnare ai posteri»

ORTONA. Servono sessantamila euro per restaurare l’organo della cattedrale di San Tommaso. Per farlo, la diocesi si appella a fedeli, cittadini e istituzioni. È partita così la sottoscrizione per rimettere a nuovo lo strumento realizzato nel 1968. “Adotta una canna dell’organo” è il nome dell’iniziativa, alla quale si può aderire con un contributo di 20 euro. Sarà così possibile legare a una parte dello strumento il proprio nome o quello di un proprio caro defunto. Tutti i sottoscrittori saranno inoltre inseriti nel “Libro degli amici dell’organo di San Tommaso Apostolo”.
Per sostenere la raccolta fondi si può utilizzare il conto corrente 001045370838, oppure fare un versamento sull’Iban IT 13 S 07601 15500 0010455370838.
«Con il consiglio degli affari economici», spiega l’amministratore parrocchiale don Roberto Geroldi, «abbiamo pensato di lanciare una sottoscrizione affinché chiunque possa fare la sua parte come meglio crede: cittadini, istituzioni, aziende, attività commerciali». Il municipio intanto ha stanziato «un contributo straordinario di cinquemila euro finalizzato parzialmente a coprire la spesa da sostenere», si legge in una delibera di giunta di fine dicembre, anche in virtù del fatto che «la chiesa è luogo importante di una comunità, simbolo e riferimento».
L’organo è stato costruito nel 1968 dalla Mascioni, storica fabbrica di organi della provincia di Varese, che ha fatto anche il preventivo per il restauro. A progettarlo fu padre Egidio Circelli di San Bartolomeo in Gualdo, all’epoca preside del Pontificio istituto di musica sacra a Roma. In 54 anni però lo strumento di San Tommaso non è mai stato oggetto di manutenzione approfondita, nonostante don Giuseppe Grasso, predecessore di Geroldi, fece stilare diversi preventivi. L’organo, composto da tremila canne collocate dietro l’altare maggiore, ha oggi problemi di acustica che potrebbero peggiorare nel tempo.
L’intervento di restauro dovrebbe essere avviato tra il 2023 e il 2024. «Ringrazio tutti», dice ancora don Roberto, «per quanto ciascuno penserà di fare per un’opera di valore culturale che i nostri predecessori ci hanno lasciato in eredità, e che è nostro compito tutelare e a nostra volta consegnare ai posteri».
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