Oro venduto dal parroco Altri 45 giorni di indagini

8 Novembre 2016

Orsogna. Il terremoto ferma le verifiche dei carabinieri del Nucleo di Ancona Gli ex voto di San Rocco usati dall’ex sacerdote per riparare il tetto della chiesa

ORSOGNA. Oro di San Rocco venduto dall’ex parroco per riparare il tetto della chiesa e per questo indagato per furto: il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Chieti, Antonella Radaelli, concede altri 45 giorni di proroga all’inchiesta affidata dal sostituto procuratore Giancarlo Ciani ai carabinieri di Ancona del Comando tutela patrimonio artistico e culturale. Lo slittamento delle indagini nasce dalla necessità di dare tempo agli investigatori - inseriti funzionalmente nel ministero per i Beni e le attività culturali con compiti di sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale nazionale - di occuparsi anche della vicenda dei beni artistici da tutelare nelle zone del centro Italia colpite dal terremoto. Dunque, le indagini sulla vicenda di Orsogna proseguono e sono tenute nel più stretto riserbo.

Di recente la vicenda aveva attraversato in sede giudiziaria il passaggio dalla inammissibilità dell’opposizione alla richiesta di archiviazione del caso a nuovi accertamenti per volontà dello stesso Gip, Radaelli. Il “Comitato per il recupero dell’oro di San Rocco” si era opposto alla richiesta di archiviazione del caso. Sul caso di Orsogna i militari dell’Arma di Ancona sono già stati una volta in paese nelle passate settimane per un confronto con i colleghi della locale caserma e per svolgere i primi accertamenti. Adesso il compito degli specialisti in opere d’arte consisterà nella visione delle foto su quello che era il tesoro di San Rocco necessaria a stimare quanto è rimasto di quel patrimonio e quanto è stato venduto dall’ex parroco don Mario Persoglio, anche alla luce delle testimonianze reperibili in paese e nella denuncia formalizzata nei mesi scorsi dal Comitato dei fedeli. Bisognerà anche accertare quella che è l’effettiva importanza del cosiddetto “oro di una volta” dei donativi dei fedeli entrati a far parte del patrimonio della parrocchia come ex voto e quindi con un valore affettivo di una certa entità.

Nei mesi passati, il Comitato dei fedeli di Orsogna nel presentare la denuncia in Procura ha sempre sostenuto di non avere intenti persecutori, ma di chiedere che fosse fatta luce sulla sparizione di quel patrimonio. Tant’è che gli avvocati del Comitato, Mauro Faiulli e Delia Verna, avevano chiesto alla Procura che si indagasse non per il furto dell’oro, ma per altri tipi di reato come la violazione della normativa a tutela dei beni culturali.

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