Ortona: anziana violentata, 20enne condannato

27 Giugno 2019

Il giudice infligge 4 anni di carcere al somalo: aggredì una donna di 68 anni che faceva yoga sotto l’ombrellone ai Ripari

ORTONA. È stato condannato a 4 anni di carcere Shaeb Nuur Saleban, il giovane somalo di 20 anni accusato di aver violentato sulla spiaggia di Ortona un’anziana che stava facendo yoga. Il ragazzo, senza fissa dimora con lo status di protezione sussidiaria, è stato processato con il rito abbreviato davanti al giudice del tribunale di Chieti Isabella Maria Allieri. Il sostituto procuratore Giuseppe Falasca aveva chiesto una pena di 4 anni e 8 mesi. La vittima, una 68enne di Ortona, non si è costituita parte civile ma era presente a palazzo di giustizia. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Gian Luca Totani, aveva chiesto il proscioglimento del giovane perché, «durante l’incidente probatorio, è stata rilevata una cronica intossicazione da alcol che avrebbe avuto riflesso in tutto, o in parte, sulla capacità di intendere e di dovere dell’imputato».
L’episodio risale al 14 novembre del 2018. Stando alla ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Ortona, Shaeb – dopo aver preso una birra in un bar della Marina di San Vito – ha molestato una donna scesa dall’auto. Poi, di fronte alle urla della signora, si è denudato allontanandosi in direzione della spiaggia, mentre alcune persone allertavano il 112 e fotografavano l’uomo per permettere un successivo riconoscimento. Dopo avere fatto un tratto di arenile ha incontrato la pensionata che, in costume, stava facendo meditazione sotto l’ombrellone. All’inizio ha tentato un approccio con la signora, mimando una posizione dello yoga e ripetendo più volte: «Mi vuoi sposare?». Poi, all’improvviso, si è tolto felpa e pantalone della tuta ed è saltato addosso alla pensionata. Sono stati attimi terribili, perché il ventenne ha aggredito la donna: le ha bloccato le braccia con violenza, tanto da farle battere la testa su alcuni ciottoli di grosse dimensioni, e l’ha costretta a subire atti sessuali. Dopo qualche secondo lei ha provato a reagire, afferrando i capelli del violentatore e riuscendo a divincolarsi per poi scappare in acqua. In quegli istanti sono arrivati anche i carabinieri del maggiore Roberto Ragucci, che hanno visto da lontano la parte finale della scena. La donna, sotto choc, è stata ricoverata all’ospedale di Lanciano nel reparto di Cardiologia. «Ho avuto paura, credevo potesse uccidermi», ha confidato ai medici. Nei confronti del somalo è scattata anche l’accusa di lesioni personali per aver provocato alla vittima ferite giudicate guaribili in 30 giorni.
Ieri mattina, Saleban era in tribunale: al termine dell’udienza, è stato riportato dalla polizia penitenziaria nel carcere di Teramo dove è detenuto.