Ortona, arriva l’influenza ospedale già sovraffollato

Invaso il reparto di Medicina, pronti tre letti in più per far fronte all’emergenza A rischio i pazienti più anziani con bronchiti croniche, gastroenteriti e cardiopatie
ORTONA . L’influenza inizia a farsi sentire e all’ospedale di Ortona aumentano i ricoveri. Il reparto di Medicina nelle ultime ore faceva segnare 33 presenze rispetto ai 30 posti letto normalmente a disposizione. Con l’incremento dell’afflusso che si sta registrando si possono notare casi particolarmente severi dovuti a complicanze delle condizioni di salute causate dall’influenza. Non mancano infatti riacutizzazioni di bronchiti croniche, gastroenteriti con disidratazione ma anche cardiopatici che scompensano il loro precario equilibrio per quello che per molti altri invece sarebbe solo un malessere passeggero.
Il boom dell’ondata influenzale e il conseguente innalzamento del numero dei ricoveri crea delle ripercussioni nei reparti. A Medicina c’è il pienone con l’aggiunta di tre posti letto. Una situazione che comporta degli inevitabili disagi anche se al momento non c’è una vera e propria emergenza legata a questo aspetto. Spesso, infatti, la Medicina stessa deve fare i conti con il problema del sovraffollamento nelle sue stanze, di cui abbiamo dato conto più volte. Tornando indietro di poco meno di un anno, a febbraio 2019 segnalammo 38 ricoveri su 30 posti, di cui 33 pazienti sistemati in Medicina e altri cinque trasferiti in Chirurgia. Ci sono stati quindi momenti ancor più critici rispetto all’attuale, tuttavia anche i numeri odierni rendono l’idea di come in questi giorni il Bernabeo sia particolarmente “frequentato”. E se ci soffermiamo su qualche settimana fa, intorno a metà del mese di dicembre si contavano numeri identici in Medicina: erano 33 i ricoveri di cui una decina per complicanze legate a sintomi influenzali. Il reparto quindi continua a far segnare numerosi accessi, tant’è che tempo addietro – analizzando la situazione proprio all’interno della Medicina – alcuni operatori sanitari ci confermarono che «il sovraffollamento è diventato ormai una costante, tanto da poter parlare di una cronicità». Una condizione che, a detta di quegli stessi operatori con cui avevamo avuto modo di parlare, non può essere attribuibile al solo aumento di persone influenzate, poiché seppur i malanni stagionali contribuiscano fortemente a implementare le presenze in reparto, i grandi numeri si possono poi ritrovare durante tutto l’anno.
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