Ortona, fogna in mare scattano le prime denunce

30 Agosto 2019

La capitaneria di porto scopre i responsabili dello sversamento al Peticcio La consigliera Iubatti pronta a presentare un esposto: «Troppi ritardi in Comune»

ORTONA. Sono stati denunciati i responsabili dello sversamento di idrocarburi nella linea fognaria che ha mandato in tilt l’impianto di depurazione, causando un allarme ambientale nello specchio di mare nei pressi della foce del torrente Peticcio. Come ha raccontato ieri il Centro, il problema è stato tamponato per tempo evitando che venisse a crearsi una vera e propria emergenza. La vicenda nasce tutta da un condominio nel centro urbano di Ortona e, in queste ore, sono in corso gli accertamenti per individuare l’esatta dinamica dei fatti mentre, contestualmente, si è dato seguito alla procedura prescritta dalla legge 152 del 2006 (testo unico per l’ambiente) per la bonifica del sito inquinato. L’allarme sembrerebbe essere rientrato, tanto che come evidenziato in una nota della capitaneria di porto di Ortona, è stato ripristinato il «regolare funzionamento dell’impianto di depurazione e delle immissioni alla foce del fosso Peticcio». Alla foce del torrente sono state posizionate delle panne assorbenti per limitare la dispersione in mare dello sversamento, ma la macchia nera lungo quel tratto di costa attraversato anche dalla pista ciclopedonale ha destato scalpore e preoccupazione, generando anche delle polemiche. La consigliera comunale Laura Iubatti fa sapere che si recherà personalmente in Procura per presentare una denuncia «a tutela dei diritti di tutti i cittadini affinché vengano individuate le responsabilità». Secondo l’esponente del Partito democratico, tra le prime a richiamare l’attenzione pubblicamente sulla vicenda, ci sono stati dei ritardi nella comunicazione di questa problematica da parte del primo cittadino Leo Castiglione, al quale si appella chiedendo chiarezza. Ecco perché gli rivolge una serie di domande, tra cui se abbia valutato «l’effetto dannoso derivante dall'interruzione del ciclo biologico del depuratore a seguito dello sversamento dell'idrocarburo». Ed ancora: «Il contenimento dell’estesa macchia manifestatasi in mare scongiura il rischio della proliferazione batterica all’uscita di un depuratore totalmente fuori uso?». Secondo un’ordinanza sindacale risalente allo scorso giugno, le acque nei pressi del Peticcio erano già di per sé interdette alla balneazione per 300 metri a nord e 600 metri a sud della foce in quanto non adibite alla balneazione e permanentemente vietate. Questa fascia di sicurezza «è sufficiente in caso di sversamento in mare tal quale del refluo?» chiede Iubatti. «Ortona merita più chiarezza, più trasparenza e maggiore onestà intellettuale».
Il sindaco, da parte sua, dopo aver tranquillizzato la cittadinanza su quanto fatto per il contenimento dello sversamento, evidenzia che le autorità proseguiranno nelle indagini per individuare le responsabilità. «Una volta terminata la procedura», commenta, «il sottoscritto in qualità di autorità sanitaria si rivolgerà alle sedi opportune a tutela della città». E infine sulla balneazione al Lido Saraceni garantisce: «Non c’è alcun pericolo».