Ortona, impianto biomasse È già scontro sul progetto

Il sindaco prende tempo: «Serve un approfondimento, poi ci esprimeremo» Gli ambientalisti frenano: «Con le nuove emissioni a rischio la qualità dell’aria»
ORTONA. La notizia della possibile realizzazione di un impianto per il recupero e il trattamento delle biomasse e della frazione umida della raccolta differenziata, da cui produrre biometano e compost di alta qualità, è diventato un tema predominante nella comunità ortonese negli ultimi giorni. L’argomento ha già scatenato un forte dibattito e molti cittadini temono che il progetto presentato dalla società Aura Energia srl possa rappresentare un pericolo. Ma qual è la posizione del Comune sul possibile insediamento? Per sua stessa ammissione, il sindaco Leo Castiglione è venuto a conoscenza del progetto solo attraverso la stampa ed ora vuole vederci chiaro. «Noi non siamo quelli del sì o del no a prescindere», spiega il primo cittadino, «studieremo e approfondiremo la questione e poi ci esprimeremo». Diversi ortonesi però si stanno già mostrando contrari ad un simile impianto che dovrebbe sorgere nella zona industriale di Caldari: «La nostra attenzione è alta. Ovviamente l’aspetto che più ci interessa è quello relativo alla tutela della salute della cittadinanza». Il sindaco sottolinea come questa sia la fase dell’approfondimento: «Ci saranno vari step, ora vogliamo capire bene anche quale procedura è stata avviata dalla Regione, chiederemo tutte le informazioni possibili riguardo a quegli aspetti che ci porteranno a dare un parere. È mia intenzione», prosegue Castiglione, «avere tutti gli elementi per potermi esprimere serenamente». Ora però si aspetta anche che ci siano dei passi da parte della società ortonese proponente il progetto. «È una decisione che coinvolge la città, quindi attendo che questo venga presentato alla cittadinanza; noi inizieremo subito l’approfondimento per poterlo valutare». Lo stesso progetto, depositato in Regione, prevede l’impiego di 50mila tonnellate annue di frazione umida della raccolta differenziata (Forsu), 50mila tonnellate all’anno di vinaccia disalcolata con vinaccioli ritirata dalla vicina distilleria D’Auria, e 27mila tonnellate di verde triturato (sfalci e potature). Fino al 7 giugno è possibile presentare osservazioni. Nella relazione tecnica descrittiva è rimarcato che «l’impianto verrà realizzato con particolare attenzione all’impatto ambientale e alle eventuali emissioni odorigene». Tuttavia la segreteria del Forum H2O ha già espresso delle perplessità sulle conseguenze ambientali che potrebbero verificarsi se il progetto dovesse concretizzarsi, evidenziando ad esempio che «dai monitoraggi del proponente emergono criticità sull'attuale qualità dell'aria rispetto a nuove emissioni». (a.s.)
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