Ortona: impianto per biomasse a Caldari. Il Forum H2O: è fra i vigneti

La società Aura Energia presenta il progetto in Regione: produrrà biometano e compost. Osservazioni entro il 7 giugno. I dubbi degli ambientalisti: meglio approfondire sotto tutti gli aspetti
ORTONA. La società Aura Energia srl con sede legale ad Ortona intende realizzare, nella zona industriale di Caldari, un nuovo impianto per il recupero e il trattamento delle biomasse e della frazione umida della raccolta differenziata. Dalla loro lavorazione – attraverso la stabilizzazione anaerobica e aerobica – si otterrà la produzione di biometano e compost di alta qualità.
Il progetto, depositato in Regione, prevede l’impiego di 50mila tonnellate annue di frazione umida della raccolta differenziata (Forsu), 50mila tonnellate all’anno di vinaccia disalcolata con vinaccioli ritirata dalla vicina distilleria D’Auria, e 27mila tonnellate di verde triturato (sfalci e potature). Fino al 7 giugno prossimo, è possibile presentare osservazioni al progetto.
Nella relazione tecnica descrittiva del progetto stesso vengono riassunti i risultati energetici attesi: si parla di una serie di benefici sotto il profilo ecologico, come ad esempio la sostituzione dei combustibili fossili, la produzione di metano dai rifiuti senza emissione aggiuntiva di anidride carbonica, la diminuzione per via indiretta degli altri gas serra. «L’impianto verrà realizzato con particolare attenzione all’impatto ambientale e alle eventuali emissioni odorigene», è stato spiegato nella scheda illustrativa allegata al progetto. In base a quanto annunciato dai proponenti, tutte le lavorazioni saranno effettuate all’interno di capannoni che verranno mantenuti in depressione e l’aria verrà inviata ad un impianto di trattamento aria mediante lavaggio in controcorrente in torre di lavaggio e successivo biofiltraggio. «In pratica dall’esterno si vedranno solo capannoni e serbatoi, come qualunque altra attività industriale di ultimissima generazione. Gli stoccaggi», assicura la relazione, «non saranno visibili dalle abitazioni vicine».
Anche sotto l’aspetto della viabilità non dovrebbero esserci problemi, secondo i progettisti: i flussi veicolari in ingresso/uscita dall’impianto saranno concentrati nelle giornate lavorative dal lunedì al venerdì ed in maniera parziale nelle giornate di sabato. Nei giorni a maggior traffico veicolare si prevedono circa 18 ingressi-uscite di autoarticolati e camion, a cui si aggiungono tra le 6 e le 8 autovetture di passaggio negli orari di inizio e fine turno.
Nella relazione tecnica sono indicate anche le eventuali ricadute sociali, economiche e occupazionali che un simile progetto avrebbe sul territorio: «Il recupero energetico dalle frazioni organiche», viene sottolineato, «consente la riduzione dei costi di gestione e smaltimento del rifiuto residuale liberando così risorse che possono essere investite nel potenziamento e miglioramento delle operazioni di raccolta differenziata, permettendo quindi l’innesco di un ciclo virtuoso volto alla salvaguardia dell’ambiente ed a una riduzione dei costi con indubbi vantaggi», conclude la relazione, «per la collettività sia in termini di bilancio ambientale, di spesa per la raccolta e lo smaltimento».
La segreteria del Forum H2O fa notare come ad esempio, l'area che verrebbe impegnata sia di oltre 8 ettari di suolo e sottolinea come essa, pur avendo destinazione di carattere industriale, sia attualmente occupata da vigneti e altre coltivazioni e che di conseguenza l'elemento sul consumo di suolo assuma carattere rilevante. "Poiché l'impianto comporterà un aggravio delle emissioni a livello locale, sia per il traffico che per le emissioni delle caldaie e del cogeneratore (da oltre 1 Mw), ivi compreso il particolato secondario, non valutato nella documentazione presentata, che si formerebbe a partire dalle emissioni riconosciute dall'azienda di ossidi di azoto, questo aspetto merita a nostro avviso un approfondimento, anche per capire le cause di valori già attualmente elevati", rilevano al Forum H2O che aggiungono: "Il proponente inoltre riconosce inoltre l'esistenza di possibili impatti dalle emissioni odorigene. Tenendo conto della vicinanza di diverse frazioni (a soli 300 metri la prima, Villa Iurisci), anche questa aspetto merita un approfondimento rispetto alla relazione presentata". Anche sull'effettiva possibilità di reperimento dei materiali da trattare nel raggio di 50 km, secondo gli ambientalisti, è necessario un approfondimento. Alla luce di queste considerazioni il Forum H2O conclude: "In merito alle questioni poste, crediamo fin da ora auspicabile che l'intervento, attualmente nella fase di verifica di assoggettabilità a V.I.A. (fase di screening), sia mandato a Valutazione di Impatto Ambientale per gli approfondimenti del caso e un'attenta analisi di impatti e benefici ambientali, anche per la piena consapevolezza dei cittadini delle aree interessate dall'intervento".
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