Ortona, la figuraccia del nuovo Prg
La maggioranza tradisce D’Ottavio: il piano viene ritirato. Di Martino e Fratino lanciano il salvagente al sindaco
ORTONA. Doveva essere il giorno del piano regolatore, è stato invece quello dell'ennesima crisi della maggioranza. Il consiglio comunale di venerdì ha segnato la nuova instabilità politica nell'amministrazione D'Ottavio, certificata dall'impossibilità di votare il prg a causa della mancanza di numeri per l'approvazione. A pochi mesi dalle elezioni si apre così l'ulteriore spaccatura nell'ala di maggioranza, un grattacapo non da poco per il sindaco chiamato ora a ricucire lo strappo per portare a termine il suo primo mandato.
COSA È ACCADUTO. Su proposta del consigliere di minoranza Franco Musa è stata ritirata la delibera di approvazione del nuovo piano regolatore generale. Tra i banchi della maggioranza non si è trovata la quadra, sono mancati i numeri e con esso ogni aspirazione di assenso definitivo allo strumento urbanistico. Il consigliere del Pd, Alessandro Scarlatto, è uscito dall'aula - ufficialmente per incompatibilità con il voto - essendo coinvolto personalmente con il conseguente rischio di conflitto d'interesse. Un altro membro del Pd, Franco Scimò, è invece risultato assente. Due "pedine" che non si sono riuscite a rimpiazzare, nonostante la proposta (bocciata) di una sospensione della discussione pervenuta dal capogruppo del Partito democratico Tommaso Coletti. Con otto voti favorevoli e sette astenuti è stata invece ritirata la delibera. Ciò significa che potrà essere riproposta e discussa in un nuovo Consiglio comunale, ma per la sua approvazione la maggioranza dovrà trovare i numeri.
DI MARTINO. Dall'opposizione il consigliere Remo Di Martino ha mostrato un'apertura verso il sindaco. È arrivata da lui la proposta di azzerare la giunta e ricostituire un'ampia maggioranza, rendendosi disponibile a collaborare per permettere di approvare in quest'ultimo scorcio di legislatura una serie di provvedimenti urgenti che possano fare il bene della città. Un concetto che lo stesso Di Martino ieri mattina ha voluto chiarire in conferenza stampa insieme all'ex primo cittadino Nicola Fratino. «Quanto verificatosi in Consiglio comunale ha rappresentato l'ennesima brutta figura dell'amministrazione», ha sottolineato.
«Se c'è la possibilità di fare qualcosa di buono per la città in questi ultimi mesi che ci dividono dal voto noi siamo a disposizione». Il timore del consigliere di minoranza è che con la campagna elettorale ora, ed il successivo tempo per far ripartire la macchina amministrativa poi, potrebbe trascorrere quasi un altro anno senza che si risolvano questioni di primaria importanza. Quali? Ad esempio provvedimenti a sostegno del commercio e altri settori, oppure soluzioni a favore del turismo e delle relazioni con città vicine.
FRATINO. L'ex sindaco ha subito evidenziato che il suo «impegno diretto nell'amministrazione è impossibile», escludendo un’eventuale candidatura. Tuttavia mettendo al servizio la sua esperienza «vorrei collaborare per cercare di fare qualcosa di buono per la città». E sull'attuale primo cittadino: «Questa amministrazione ha dei problemi politici enormi che hanno condizionato gli ultimi cinque anni. D'Ottavio dovrebbe prendere atto della crisi politica che non gli permette di governare».
LE REAZIONI. La mancata approvazione del prg ha suscitato inevitabili reazioni. Forza Italia, attraverso Tommaso Cieri, fa sapere che «si è consumato l'ennesimo fallimento politico. Su tutte le tematiche di un certo rilievo che ha trattato nel corso dell’intera legislatura, questo governo della città mai ha avuto numeri da vera maggioranza».
Cieri lancia una frecciata: «Nello stesso Consiglio comunale si è anche assistito a chi, dai banchi dell’opposizione, ha offerto il proprio contributo per poter risolvere i gravi danni procurati alla città. Per fortuna le epoche camaleontiche sono finite, Ortona è matura per capire che gli interessi della città non si ravvisano e tutelano solo a quattro mesi dalle elezioni». Ed insieme ai consigliere di minoranza Franco Musa, Leo Castiglione, Patrizio Marino, Carlo Ricci, Vincenzo Polidori, dichiara come si sia compiuto «l'ultimo atto della farsa». L'opposizione attende segnali da D'Ottavio: «Ci aspettiamo una presa di coscienza, seppur tardiva, del sindaco. Speriamo tragga le conclusioni da questa ennesima figuraccia».

