Ortona, la Open Arms sbarca in porto: i 14 migranti restano in Abruzzo

25 Giugno 2026

Ieri il primo approdo dall’entrata in vigore del Patto europeo che prevede nuove procedure d’ingresso. A bordo della nave solo uomini, di cui 6 minori non accompagnati, ora divisi fra le quattro province

ORTONA. È lo sbarco meno numeroso dall’ingresso di Ortona, oltre tre anni fa, nella rete nazionale dei “porti sicuri”, ma anche il primo gestito secondo le nuove procedure previste dal Patto europeo su migrazione e asilo entrato in vigore il 12 giugno scorso, che ha introdotto procedure più rigorose per le identificazioni, la banca dati Eurodac, nuovi protocolli per le gestioni delle crisi e un nuovo regolamento sui rimpatri. Poco dopo le 18 di ieri, la nave ong Open Arms ha iniziato le operazioni di sbarco di 14 migranti sulla banchina di Riva Nuova, tutti di nazionalità eritrea, soccorsi domenica nelle acque del Mediterraneo centrale dopo essere partiti dall’area di Tripoli a bordo di un’imbarcazione in vetroresina priva di adeguate dotazioni di sicurezza. Otto adulti e sei minori non accompagnati, tutti uomini.

Secondo quanto riferito dall’organizzazione umanitaria, il gruppo era salpato senza sufficiente disponibilità di acqua potabile e senza dispositivi di salvataggio. Il soccorso è avvenuto domenica mattina, dopo due giorni di navigazione precaria, in condizioni di mare calmo ma con temperature particolarmente elevate. Le operazioni si sono svolte secondo il protocollo ormai consolidato, coordinato dalla Prefettura di Chieti, con il costante raccordo del prefetto e del dirigente dell’area immigrazione Nicola Ciarcia. In campo capitaneria di porto, questura, forze dell’ordine, polizia di frontiera, Usmaf, Asl, Protezione civile e i volontari del comitato locale di Chieti della Croce Rossa Italiana, ancora una volta impegnati in prima linea nelle attività di assistenza sanitaria e prima accoglienza.

Dal report medico emerge un quadro sanitario positivo. Tutte le persone soccorse erano coscienti e in condizioni generali giudicate buone. Sono stati segnalati però alcuni casi di dolore addominale e nausea riconducibili a colpi di calore, una ferita infetta a un piede, episodi di disidratazione lieve o moderata e un caso di vertigini associato a malnutrizione e mal di mare. Nessuna situazione è stata ritenuta particolarmente grave. Dopo le procedure di identificazione in banchina, i migranti sono stati trasferiti nel centro temporaneo di contrada Tamarete, dove hanno ricevuto ristoro e assistenza prima della successiva redistribuzione.

A differenza di altri sbarchi, tutte le persone resteranno in Abruzzo, ripartite tra le quattro province secondo le indicazioni della Prefettura. Quello di ieri è stato il ventunesimo sbarco a Ortona dal 23 febbraio 2023, data del primo approdo successivo all’entrata in vigore del decreto Piantedosi. Con le 14 persone arrivate ieri, il totale dei migranti transitati dallo scalo ortonese sale a 1.539, confermando il porto abruzzese come uno dei principali punti di approdo e gestione dell’accoglienza lungo l’Adriatico.

@RIPRODUZIONE RISERVATA