Ortona piange la sua scrittrice «Grazie Ada», oggi l’ultimo saluto

La finalista del Premio Strega morta a 55 anni: alle 12 i funerali a Roma, domani il rientro della salma Il ricordo delle amiche: «Una professionista perfetta in tutto ciò che faceva, le riusciva bene ogni cosa»
ORTONA. Non c’è più Ada d’Adamo e Ortona ricorda la sua scrittrice finalista al Premio Strega 2023. Con il suo libro “Come d’aria”, che racconta il legame con sua figlia Daria, disabile dalla nascita, ha conquistato tutti. Dentro il cuore di ognuno Ada sembra aver lasciato un segno indelebile. «Mi ricordo Ada bambina», racconta un’amica della sorella, «quando i suoi genitori, proprietari dello storico Hotel Mara, andavano in vacanza dopo la stagione balneare, dormivo lì, lei era più piccola ma aveva già una voglia di esprimersi incredibile».
Ada è nata a Ortona e ci ha vissuto fino alla fine delle superiori. Qui ha trascorso gli anni della spensieratezza, l’adolescenza passata tra i banchi del liceo classico Vico. «Era un ideale di bontà, abbiamo attraversato tutte le tappe della vita insieme. Una professionista perfetta in tutto quello che faceva, le riusciva bene ogni cosa», ha detto un amico della famiglia d’Adamo.
Ada è stata anche una ballerina. Le due amiche di sempre raccontano di questa vita sulle punte. «Ha iniziato all'età di 3 anni all'Istituto delle suore francescane con la maestra Myky Frattaruolo. Inizialmente il corso era solo per le alunne poi la Frattaruolo ha aperto una scuola di danza esterna e lì abbiamo continuato». Una cosa che non emerge negli articoli è che, nella sua attività di critico, è stata una delle più grandi studiose, almeno in Italia, di Mats Ek, un rivoluzionario che ha interpretato il movimento della danza in modo diverso dai canoni. Ce lo racconta l’amica del cuore. «Lei ha studiato la danza che mette al centro non più la bellezza e il virtuosismo ma la persona, una danza cioè che sia comunicazione, inclusione e tutto questo prima ancora di avere Daria, quasi fosse la sua strada», ha detto. E ancora: «La sua tenacia l’ha caratterizzata fin da piccola, una sognatrice a cui stava stretto il mondo di Ortona, voleva volare, sognare e la determinazione e la forza le venivano anche dalla danza che è una vera filosofia di vita». Infine, il ricordo commosso di Romina Remigio, responsabile comunicazione dei Premi Internazionali Flaiano. «Ti ringrazio delle lunghe telefonate di questi mesi, dei messaggi e delle foto di Daria, ricordi che conserverò gelosamente nel cuore. Grazie per aver scelto di presentare il libro da noi e di aver voluto che fossi io a dialogare con te, insieme a Lorenza Sorino, che leggendoti mi ha aiutato nell'alleggerire il peso dell'emozione che tagliava la sala e la gola».
Oggi alle 12 i funerali a Roma. Domani il rientro della salma a Ortona, nella casa del commiato Cieri, dalle 8 alle 12.
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