Ortona, ponte chiuso da tre anni Adesso servono 650mila euro

Ancora ferma la ricostruzione del cavalcavia sul fiume Arielli, è polemica per i lavori mai fatti Di Nardo: «I fondi non bastano, residenti presi in giro». Totaro: «Importo sottostimato in passato»
ORTONA. Servono 650mila euro per rifare il ponte sul fiume Arielli, chiuso da tre anni. Aumenta la spesa e i tempi inevitabilmente slittano. «Il sindaco Leo Castiglione e la sua giunta hanno preso in giro i cittadini di contrada Feudo sulla costruzione del ponte sull’Arielli», attacca il consigliere comunale di opposizione Angelo Di Nardo sulla mancata realizzazione dell’infrastruttura danneggiata nel 2015 a causa del maltempo e poi definitivamente demolita in vista di un ripristino che però non è ancora avvenuto.
«L’impegno di spesa, da parte della precedente amministrazione, prevedeva lo stanziamento di fondi per il ponte», dice Di Nardo, «mentre nel Documento unico di programmazione la ricostruzione del ponte è scomparsa e i soldi sono finiti in un capitolo per il recupero e il ripristino del manto stradale nelle contrade». Il consigliere afferma che «la giunta Castiglione si è fatta scudo della relazione tecnica relativa al progetto» nella quale si evidenzia «che la realizzazione del ponte non potrà avvenire senza modifiche sostanziali dello stato dei luoghi e/o maggiori impegni finanziari da parte dell’amministrazione comunale».
Il sindaco però conferma la volontà di trovare soluzioni che risolvano definitivamente il problema, tuttavia vanno fatte delle attente valutazioni. Secondo l’assessore ai Lavori pubblici Gianni Totaro. la cifra iniziale di 80mila euro, stimata con la passata amministrazione, non sarebbe più attendibile alla luce delle prescrizioni date dall’ufficio tecnico del Genio civile e che riguardano il rispetto delle norme vigenti. Totaro ha richiesto informazioni alla dirigente dell’ufficio tecnico comunale, Milena Coccia, su una più veritiera somma necessaria. E la stessa ha risposto allegando una relazione dettagliata di due tecnici che prevedono costi di circa 650mila euro. L’idea iniziale, dice l’assessore, «era sottostimata di un quarto rispetto alle previsioni date dalla normativa».
Ma uno studio che Di Nardo ha commissionato a dei professionisti avrebbe trovato invece possibili soluzioni per ovviare alle difficoltà, contenendo i costi: «Dall’analisi effettuata sulla documentazione e dal sopralluogo compiuto insieme ad alcuni abitanti della zona», rimarca il consigliere di centrodestra, «è emersa la possibilità di superare gli ostacoli legati alla realizzazione del progetto, dovuti alle quote fisse imposte dai vincoli stradali, realizzando dei raccordi più lunghi, tali da assicurare la pendenza massima consentita dalla normativa vigente, e un franco minimo in caso di piena di massima».
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