Ortona. Si schianta mentre va al lavoro e muore

21 Settembre 2026

Stefan Gjeroski viaggiava verso Pescara, è finito contro il muro sull’Adriatica: sul luogo dell’incidente lo strazio della moglie

ORTONA

La moglie, volontaria con la Croce rossa, stava facendo colazione in un bar di Ortona: due clienti, entrando, le hanno detto che sulla Statale avevano visto un incidente con un morto. Non poteva sapere, Alessia, che quella vittima della strada fosse suo marito, Stefan. Quando è arrivata sul posto, la tragica scoperta e il pianto inconsolabile.

Andava al lavoro e doveva raggiungere la base dell’azienda prima di partire per un cantiere. Il viaggio di Stefan Gjeroski si è fermato prima, sulla statale Adriatica, nel territorio di Ortona. Aveva 31 anni e una bambina, Mia, che ne ha appena due. Ieri mattina, intorno alle 7, il giovane di origini macedoni è morto mentre percorreva la strada in direzione Pescara. Era uscito di casa per una giornata di lavoro, ma quel viaggio è diventato l’ultimo. Gjeroski viaggiava a bordo di una Volkswagen Golf che si è schiantata contro un muro laterale. Nell’incidente non sono state coinvolte altre auto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Ortona, il 118 e i vigili del fuoco. L’impatto è avvenuto al chilometro 467 della statale 16, dopo il distributore Eni per chi procede verso nord. Il trentunenne stava raggiungendo la base della Sis di Santa Teresa di Spoltore, la società per cui lavorava nel settore del petrolio e del gas. Da lì doveva ripartire per un cantiere. Poi, su quella strada, è arrivata Alessia Buccella. La moglie di Stefan è una volontaria della Croce Rossa Italiana, impegnata nei soccorsi speciali, e ha raggiunto il luogo dell’incidente in un secondo momento. Si è inginocchiata davanti al marito. Una scena straziante: la donna abituata a prestare aiuto agli altri si è trovata a dover affrontare la morte del padre di Mia. Per lei quel tratto dell’Adriatica non è stato soltanto il luogo della tragedia, del dolore di una perdita ma il punto in cui la vita familiare si è spezzata.

La storia di Stefan e Alessia era cominciata lontano da Ortona, al bar Suisse di Madonna di Campiglio. Entrambi lavoravano nella località trentina e lì si erano conosciuti. Poi il ritorno in Abruzzo, nella terra di Alessia, e la scelta di costruire una vita insieme e l’apertura del Carpe diem in piazza San Tommaso nel cuore del centro storico ortonese. Il locale era diventato il loro lavoro e il centro di una quotidianità condivisa, prima che la famiglia prendesse una direzione diversa. Nel maggio del 2023 erano arrivate le nozze. Poi la nascita di Mia e la cessione del bar. La coppia aveva lasciato l’attività commerciale e Stefan aveva intrapreso un nuovo percorso nella Sis, Servizi integrati di sicurezza, con sede operativa a Spoltore. Il suo lavoro era legato alla sicurezza degli impianti e alle emergenze industriali per aziende del comparto oil & gas. Attività che lo portava a prepararsi per nuove partenze. La mattina dell’incidente avrebbe dovuto raggiungere la base di via Mare Adriatico e da lì proseguire verso il cantiere. La partenza per lavoro è diventata così l’ultima immagine di una vita ancora giovane. Il dolore ha raggiunto le tante persone che lo avevano conosciuto a Ortona. Stefan aveva costruito qui la sua famiglia e, negli ultimi anni, aveva accompagnato la crescita di Mia mentre cambiava lavoro e progettava nuove partenze.

Ora la città si prepara a salutarlo insieme ai suoi familiari: Alessia, Mia, la mamma Vesna, il papà Dobre e gli altri parenti. Nelle ore successive all’incidente sono stati numerosi i messaggi di cordoglio arrivati alla famiglia. Una notizia che ha attraversato la città riportando il nome del giovane nei luoghi in cui aveva lavorato e vissuto. Camera ardente allestita nella casa funeraria Tommaso Masciangelo, in contrada Tamarete, aperta dalle 8 alle 19. I funerali saranno celebrati domani mattina, alle 10, nella cattedrale di San Tommaso Apostolo.

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