Ortonese protagonista ai tornei di tennis

ORTONA . Da Rafa Nadal a Jannik Sinner, passando per Fabio Fognini, Lorenzo Musetti, Matteo Berrettini e tanti altri campioni del circuito internazionale. Le racchette di questi fenomeni del tennis...
ORTONA . Da Rafa Nadal a Jannik Sinner, passando per Fabio Fognini, Lorenzo Musetti, Matteo Berrettini e tanti altri campioni del circuito internazionale. Le racchette di questi fenomeni del tennis sono passate tutte, almeno una volta, tra le mani di un ortonese. Si chiama Marco Veri, è un incordatore professionista. Prepara, cioè, le racchette dei tennisti mettendo le corde e dando loro la tensione secondo le richieste di ognuno dei giocatori. È l’unico italiano ad essere stato inserito nel team di incordatori Tecnifibre, tra i principali in questo settore. Un impegno portato avanti nei principali tornei mondiali, come quelli a cui ha partecipato di recente, ossia l’Atp 1000 Miami Open e Montecarlo Master Rolex. «È un mestiere che a questi livelli necessita di grandi competenze tecniche ma anche di estrema precisione ed equilibrio mentale», racconta Veri. «A Miami abbiamo incordato 2.498 racchette con un team di altissimo livello, formato dai migliori incordatori del mondo come Stephan Chrzanovski e Maxime Boulanger».
Un lavoro nato dalla passione per questo sport: «Ho studiato conseguendo le qualifiche di Master racquet stringer alla Ersa (European racquet stringer association) e Pro stringer alla Irsa (Italian racquet stringer association). Le prime esperienze nel circuito Atp Challenger, che è l’anticamera dei tornei Atp Master, dove ho incordato le racchette di campioni come Berrettini, Musetti, Casper Ruud, Carlos Alcaraz, Felix Auger-Aliassime, Stefanos Tsitsipas e tanti altri». La consacrazione è avvenuta nelle Next Gen Atp Final di Milano, che hanno fatto approdare l’ortonese nel circuito maggiore dei tornei Atp 250, 500 e Master 1000, incordando a Montecarlo per Nadal e soprattutto contribuendo alla vittoria del primo Master 1000 di Fognini al torneo monegasco del 2019.
«Il lavoro è molto bello perché oltre a preparare le racchette dei top players», conclude l’incordatore Veri, «condividiamo gli stessi spazi. È incredibile ritrovarsi nella pausa pranzo a parlare con un top 10 come se tutto fosse normale, oppure come a Montecarlo fermarsi con Sinner a parlare della nostra passione comune». (a.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

