Ortopedia sanificata, ma resta la paura

Intervento nel reparto del Renzetti dopo il caso di contagio. I sindacati: servono dispositivi di sicurezza per gli operatori
LANCIANO . È stata sanificata l’Ortopedia dell’ospedale Renzetti dopo il caso di positività al coronavirus di una 91enne casolana ricoverata per la rottura del femore, ma la preoccupazione nel presidio resta alta. Spaventati sono soprattutto medici, infermieri, operatori che lavorano spesso senza dispositivi di sicurezza adeguati. «Siamo senza mascherine, tute, gel», dicono gli operatori attraverso i sindacati, «inoltre ci vengono fatti i tamponi solo se presentiamo febbre o tosse».
L’ANZIANA. Restano stabili, a Chieti, le condizioni della paziente 91enne casolana risultata positiva al Covid-19. La famiglia, come spiegato anche dal sindaco di Casoli, Massimo Tiberini, è in isolamento controllato da parte della Asl che da ieri ha iniziato a ricostruire i contatti avuti negli ultimi giorni dalla donna e dai familiari. «Sono state attivate tutte le procedure per la sicurezza dei cittadini», dice Tiberini, «adesso non dobbiamo lasciarci prendere dal panico, dalle paure, pur comprensibili in questi momenti, e affrontare la situazione tutti assieme. Bisogna restare a casa. Il Comune, in collaborazione con la Protezione civile Valtrigno, per le esigenze di persone anziane, malate o che hanno difficoltà ad uscire organizza un servizio gratuito di consegna a domicilio di generi alimentari, farmaci e beni di prima necessità dalle ore 16 alle 18. È possibile contattare il numero 328.5878283. Inoltre il presidio territoriale di assistenza di Casoli è disponibile ad accogliere pazienti dei reparti di lungodegenza, riabilitazione di altri ospedali per permettere di liberare posti per quelli colpiti dal coronavirus».
MALATI DA BRESCIA. In Rianimazione ci sono due persone arrivate mercoledì sera da Brescia. Si tratta di malati non affetti da Covid-19 ma da altre patologie che necessitano della Rianimazione. Sono stati portati a Lanciano perché negli ospedali lombardi bisogna liberare posti letto da destinare ai pazienti colpiti dal coronavirus. La rianimazione conta oggi 6 posti letto.
LE PRECAUZIONI. Per l’accoglienza servono precauzioni che però allo stato attuale mancano: «Non ci sono i dispositivi di sicurezza», denunciano infatti i sindacalisti Giordano Di Fiore (Fials), Raffaello Villani (Fsi-Usae), Patrizia Bianchi (Nursing Up) e Vincenzo Pace (Nursind). «Gli operatori non sono dotati di mascherine, guanti, disinfettanti, tute, per proteggere loro stessi e i pazienti. Inoltre agli infermieri che hanno avuto contatti con pazienti infetti, che al Renzetti ci sono stati, non vengono effettuati i tamponi se non presentano tosse e febbre». La Asl intanto chiede i dispositivi alle aziende che abitualmente li utilizzano ma che hanno il fermo produttivo.
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