Ospedale a rischio sismico, torna lo spettro

29 Agosto 2014

Il caso arriva sul tavolo di D’Alfonso mentre la Regione decide sulla proroga del contratto a Zavattaro

CHIETI. Due grandi edifici del clinicizzato rimangono a rischio sismico, una grana che scoppierà nella prossima seduta di consiglio regionale. A chiedere spiegazioni sui lavori che non partono, a oltre due anni dalle perizie che nel 2012 stabilirono la pericolosità dei corpi C e F di 14 piani ciascuno nel cuore del complesso di Colle dell'Ara, è il presidente della commissione consiliare Sanità Mario Olivieri di Abruzzo civico. Olivieri è autore di un'interrogazione al presidente della giunta Luciano D'Alfonso in cui chiede di sapere, tra l'altro, «quale sia, allo stato attuale, la situazione nella quale si trova l'ospedale clinicizzato di Chieti, per ciò che riguarda i rilievi sulla statica dello stesso. E per conoscere da chi sono stati fatti, a suo tempo, i rilievi relativi, se gli stessi rilievi sono stati confermati da eventuali controprove e se, in ogni caso, c'è certezza che le indagini eseguite sono definitive e le affermazioni in esse contenute non sono eccepibili». Il presidente della V commissione si riferisce alla due perizie sullo stato di sicurezza antisismica del Santissima Annunziata, una redatta dallo studio di consulenza romano Stin su mandato della Regione nel quadro della ricognizione su tutte le strutture sanitarie delle asl abruzzesi, l'altra ordinata dal tribunale teatino. Esito tecnico analogo con l'indicazione della pericolosità dei due corpi, i due documenti differivano solo nella stima sui costi dei lavori, dai 20 milioni indicati dalla Stin ai circa 28 previsti dal tribunale. La questione sollevata da Olivieri piove come una tegola sulla direzione generale Asl, dove proprio in questi giorni c'è attesa per l'esito della valutazione a 18 mesi dall'insediamento del manager Francesco Zavattaro. Sarà inevitabile, nella discussione che sta per aprirsi all'Emiciclo, l'esame retrospettico sulla qualità dei lavori di costruzione del clinicizzato, cominciati nel 1971. Olivieri parte da affermazioni pubbliche di Zavattaro risalenti al 2013, quando doveva già essere in pieno svolgimento la grande operazione di trasferimenti di oltre dieci reparti e la ristrutturazione dei due edifici. L'esponente di Abruzzo civico fa notare che il manager, in un'intervista, aveva parlato di «cemento che non copre completamente lo spazio fisico, quindi ci sono dei buchi».

Affermazione su cui Olivieri innesta il suo commento a premessa dell'interrogazione.«Rilevato che a oggi, a distanza di circa un anno dalla data della notizia», fa presente, «non è ancora ben chiaro al sottoscritto quale sia la situazione relativa, sia alla gravità della notizia suddetta, sia alle decisioni conseguenti che l'Azienda sanitaria intende assumere, o ha già assunto in merito, e se le affermazioni del direttore generale sono corroborate anche da ulteriori accertamenti che sono eventualmente stati fatti, allo scopo di confermare o meno quanto riportato in merito dagli organi di informazione».

Francesco Blasi