Ospedale, anche gli utenti chiedono servizi

17 Giugno 2020

Un cittadino: soltanto noi che usiamo il San Pio possiamo spiegare le condizioni di precarietà del presidio

VASTO. L’ospedale cade a pezzi, ma nessuno sa se i pezzi saranno rincollati. La Regione tace. I vastesi sono sempre più preoccupati. Il direttore generale Thomas Schael attacca il sindaco e non risponde ai comitati civici. Lo sconcerto e la preoccupazione dei vastesi è tradotta perfettamente dalle riflessioni dell’avvocato Daniele Montemurro che invoca l’intervento del vastese Etelwardo Sigismondi, capo di gabinetto del governatore Marco Marco. «In qualità di capo gabinetto della presidenza della Regione, che si pregia di rappresentare», chiede Montemurro a Sigismondi, «non le sembra opportuno intercedere presso la presidenza, per agevolare un tavolo della sanità regionale, al fine di formalizzare, finalmente, un documento unitario di intenti e di indirizzo nel circoscrivere gli interventi possibili, realizzabili e applicabili al nosocomio vastese? Solo così, si potrà mettere una volta per tutte la parola fine, all’agonia del nostro ospedale. L’unico», scrive Montemurro, «deputato in questo momento a poter parlare, in una condizione di precarietà strutturale dell’ospedale di Vasto, è il cittadino utente, il cittadino ammalato, che si accosta con malinconico sguardo a una struttura, ormai fatiscente da anni. Tant’è che lo stesso direttore generale ha evidenziato la vetustà dei reparti, delle tecnologie e delle condutture. Da vastese». prosegue Montemurro, «da utente dei servizi essenziali della sanità e dei diritti irrinunciabili alle cure, vorrei un giorno potere affermare, senza smentita, di essere riuscito a varcare la porta del San Pio, nella certezza di trovare ambienti sani, tecnologici, al’avanguardia con il sorriso dei sanitari che finalmente possono tornare a dirigere una unità complessa, senza diatribe, scontri e verità celate. La caduta di alcune parti di soffitto, denota la caduta di stile degli attori principali, della politica aziendale e di quel codice etico, tanto sbandierato e mai applicato. Vasto e i vastesi non meritano uno schiaffo così crudo, diretto e plateale. Avremmo auspicato, una relazione certosina, attenta, meritoria, da chi è deputato al management e alle strategie aziendali, agli investimenti, all’indirizzo dell’assessore Nicoletta Verì, del presidente Marco Marsilio, del Comitato dei sindaci, nel chiedere a gran voce un nuovo ospedale». (p.c.)
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