Ospedale, centrosinistra in piazza «Esami e ricoveri, crollo del 31%»

11 Giugno 2023

Manifestazione del neonato coordinamento con movimenti civici e M5S davanti al Cup del presidio «Attività in declino dal 2018 con i posti letto occupati del 40-50% per mancanza di personale»

LANCIANO. Liste d’attesa infinite; preoccupante carenza di personale e di strumenti che portano al crollo delle prestazioni del 31% rispetto al 2018; smantellamento rete emergenza/urgenza nell’entroterra. Si alza davanti al Cup dell'ospedale Renzetti la protesta del neonato coordinamento di centrosinistra, movimenti civici e M5S in difesa della sanità pubblica e per denunciare le condizioni in cui versa l’ospedale che non è messo in condizione di erogare servizi agli utenti. Attesa la replica della Asl che ci sarà domani mattina in una conferenza stampa con il sindaco Filippo Paolini e il manager Thomas Schael.
LA PROTESTA«È la terza volta che vengo al Cup per prenotare un esame e non ancora ci riesco». «Ma a Lanciano c'è ancora la radiologia?». «Non è possibile dover attendere oltre un anno per una visita dermatologica o per un ecodoppler». Sono i cittadini in fila davanti al Cup a dare voce alla protesta del coordinamento di centrosinistra riunito ieri mattina davanti al presidio per denunciarne le carenze. «Dal Cup dicono che prenotare un esame a Lanciano è “un viaggio della speranza” o un “terno al Lotto” perché è quasi impossibile», denuncia Leo Marongiu, (Pd), «e non è accettabile. Come non sono accettabili i numeri dell’attività ospedaliera, in declino dal 2018. I posti letto ci sono sulla carta, ma vengono occupati in media del 40/50% per carenza di personale. Ci sono reparti come pronto soccorso, radiologia, ginecologia che hanno in servizio la metà dei medici necessari, costretti a turni anche di 12 ore compreso i primari. C'è un crollo generale delle prestazioni ospedaliere: -31% dal 2018, anno dell’ingresso della giunta regionale guidata da Marco Marsilio». Prestazioni che crollano e tagli, come quelli nel comprensorio sulla rete emergenza/urgenza. «È stata smantellata», riprende Marongiu, «a danno dei cittadini delle aree interne. E in tutto questo l’amministrazione comunale tace, rendendosi così complice di proclami e dettami della Asl che danneggiano ospedale e cittadini».
I NUMERI«Al Renzetti oggi non ci si può curare», attacca Carlo Orecchioni, movimento civico Progetto Lanciano, «abbiamo dati allarmanti: - 91% delle prestazioni in oculistica, -66 % in medicina, - 44% in ginecologia e pediatria, - 37% in neurologia. Da 4 anni è cresciuta la mobilità passiva che è ad oltre 100 milioni di euro perché si è costretti a curarsi fuori regione». «Siamo a fine legislatura e non è arrivata in consiglio regionale la rete ospedaliera», aggiunge il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S), «ma a differenza del passato la giunta Marsilio chiude con entrate mai viste per mezzo miliardo di euro. Capiamo la pandemia, ma è una vergogna che arrivati alla fine si faccia ancora propaganda parlando di nuovi ospedali che saranno contenitori vuoti. Non ci serve un nuovo ospedale, ma servizi per potersi curare». «Dietro la riduzione delle prestazioni c’è il dolore delle persone, di chi non può curarsi, di chi deve fare viaggi fuori regione», continua il consigliere regionale Silvio Paolucci (Pd), «le prestazioni sono in calo e non c'entra il Covid perché nel 2022 doveva esserci un'inversione di tendenza, bisognava recuperare anche gli esami non fatti durante la pandemia, invece abbiamo assistito a un’ulteriore diminuzione delle prestazioni». «Gli assessori regionali Nicola Campitelli e Nicoletta Verì avevano assicurato la riattivazione del reparto di urologia e otorino h24», chiude il coordinamento, «queste unità lavorano dal lunedì al venerdì e non assicurano la reperibilità nei weekend: è una cosa grave, pericolosa e penalizzante».
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