Ospedale Covid, 44 sindaci dicono sì

Atessa. L’iniziativa per fare chiarezza sulle sorti del presidio. Il sindaco Borrelli: «Facciamo sentire insieme le nostre voci»
ATESSA. Caos ospedale San Camillo: 44 sindaci della provincia di Chieti non si fermano e lanciano una petizione popolare. «Non possiamo lasciare le nostre case, ma la nostra voce possiamo farla sentire», afferma Giulio Borrelli, sindaco di Atessa che aggiunge: «Insieme con altri 43 sindaci della provincia di Chieti abbiamo lanciato una petizione su “change.org” che vi invitiamo a firmare. Chiediamo al presidente della Regione, Marco Marsilio, e al direttore della Asl, Thomas Schael, di indicare, con la massima sollecitudine, quante e quali risorse intendono stanziare per adibire il presidio ospedaliero di Atessa a Covid hospital, inclusivo di Rianimazione. E, inoltre, qualora non intendano procedere allo stanziamento di adeguati fondi per l'attivazione di un Covid hospital, di riportare immediatamente indietro i reparti trasferiti. Fermo restando la disponibilità dell'ospedale di Atessa ad accogliere i pazienti non-Covid trasferiti dalle strutture che verranno adibite a Covid Hospital. «Chiediamo ancora» continua Borrelli «al ministro della Salute, Roberto Speranza, di programmare un incontro nazionale, una volta terminata l'emergenza, con le Regioni e i Comuni, per rivedere la "Legge Lorenzin", che ha permesso di falcidiare le realtà periferiche. Mai, come in questo momento, si dimostrano utili anche i piccoli ospedali, se gestiti con professionalità e senso di responsabilità. La lezione di questi giorni drammatici deve valere per il presente e per il futuro».
Ecco perché si parla di caos per quanto riguarda il San Camillo. Il 12 marzo la Asl Lanciano - Chieti - Vasto ha indicato Atessa come Covid hospital per pazienti da lievi a critici prevedendo anche 6 letti di Rianimazione (di cui il San Camillo non dispone attualmente). Il 16 marzo il direttore generale della Asl, Schael, ha compiuto insieme con ingegneri e tecnici, un sopralluogo e ha dato il via ai lavori di adeguamento della struttura ospedaliera per il ricovero dei pazienti Covid, da lievi a critici, arrivando a prevedere fino a 12 posti di Rianimazione. A questo punto i reparti esistenti nel presidio ospedaliero di Atessa sono stati smantellati, in 48 ore, e trasferiti a Ortona in quanto la Asl ha ritenuto che i pazienti “Covid” e “non-Covid” non potessero convivere, seppur separatamente, nella stessa struttura. Il 16 marzo il direttore del dipartimento di Salute e Welfare della Regione, Giuseppe Bucciarelli, ha scritto alla Asl per segnalare che il presidio ospedaliero di Atessa può essere adibito alla cura dei soli pazienti "paucisintomatici", a meno di «ulteriori investimenti». Il 19 marzo l’assessore alla Sanità della Regione, Nicoletta Verì, ha dichiarato che l’ospedale di Atessa verrà adibito alla cura dei pazienti non gravi e, sempre lo stesso giorno la Asl ha emesso un’altra delibera in cui l’ospedale di Atessa viene indicato, insieme con quello di Ortona, quale Covid hospital senza, però, specificare quali investimenti in apparecchiature e personale prevede di effettuare.
Adesso è giunto il momento di fare chiarezza. Firmatari della petizione sono i sindaci di: Atessa, Vasto, Scerni, Gessopalena, Casoli, Lanciano, Fallo, Torino di Sangro, Palena, Taranta Peligna, Roccascalegna, Perano, Bomba, Torricella Peligna, Frisa, Fossacesia, Altino, Castiglione Messer Marino, Mozzagrogna, Montenerodomo, Monteferrante, Pietraferrazzana, Civitella Messer Raimondo, Rosello, Santa Maria Imbaro, Paglieta, Montebello sul Sangro, Pizzoferrato, Montelapiano, Treglio, Pennadomo, Sant’Eusanio del Sangro, Colledimezzo, Villa Santa Maria, Colledimacine, Casalanguida, Civitaluparella, Quadri, Tornareccio, Fara San Martino, Rocca San Giovanni, San Vito Chietino, Roio del Sangro, Borrello.
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