Ospedale Covid, Cianchetti insiste sul no

Ortona. L’ex direttore di Senologia: «Preoccupati i pazienti con tumori». Contrari anche i parlamentari D’Alfonso e D’Alessandro
ORTONA. «Stiamo vivendo un dramma, la Terza guerra mondiale, nessuno si può tirare indietro di fronte a questo ma non bisogna sbagliare le scelte». A dirlo è il professor Ettore Cianchetti, già direttore del centro senologico del Bernabeo di Ortona, ospedale indicato negli ultimi giorni come sede per la cura dal Covid-19. Nonostante le rassicurazioni arrivate nelle ultime ore sulla realizzazione di percorsi totalmente separati che non pregiudicheranno l’attività senologica e oncologica così come anche lo screening del colon, Cianchetti continua a mostrare le sue perplessità sulla decisione di fare del presidio ortonese un punto di riferimento per i malati di coronavirus.
«Quello di Ortona è un ospedale dedicato alle terapie oncologiche per la donna, dove ogni mese si operano circa 70-80 tumori e si tengono 200 chemioterapie», sostiene. «Ci sono dunque pazienti fragili, compromessi dal punto di vista immunologico, pertanto non mi sembra opportuno che in quello stesso ospedale ci siano persone malate di Covid-19».
E non è solo un aspetto clinico ma anche d’immagine: «In un presidio dove nel 2019 sono state operate più di 600 donne con tumori della mammella, è evidente che una situazione simile crea uno stato di agitazione tra le pazienti».
Cianchetti afferma di aver preso una netta posizione sulla questione perché «molte donne mi hanno chiesto se alla luce delle nuove disposizioni possano continuare a rivolgersi al centro del Bernabeo. Nel momento in cui dovessero arrivare all’ospedale di Ortona malati di Covid, qualcuno dovrà prendersi l’impegno di dire alle persone in lista d’attesa per gli interventi o per chemioterapie che tutto è assolutamente sicuro». Le intenzioni del professore sono chiare: «Voglio salvaguardare l’oncologia di Ortona», dice, «purtroppo continuano ad esistere anche altre patologie oltre al coronavirus, i tumori ci sono. Ho il timore», conclude, «che accogliendo le persone malate di Covid-19, la Senologia non assolva più ai suoi compiti».
Sulla questione nei giorni scorsi era intervenuto anche il deputato Camillo D’Alessandro parlando di «incompatibilità tra la logistica interna e le prestazioni oncologiche di Ortona con la scelta di farlo diventare ospedale Covid», testimoniata anche «dall’evidenza tecnica e scientifica arrivata da Cianchetti». Il senatore Luciano D’Alfonso, invece, ha scritto una lettera all’assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, e all’ispettorato generale per la spesa sociale del ministero Economia e finanze, esprimendo la sua contrarietà alla scelta di Ortona come ospedale Covid e auspicando una soluzione alternativa.
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