Ospedale Covid, il personale è pronto

10 Aprile 2020

Atessa. Ultime indicazioni alle unità operative scelte per assistere i malati non gravi. Scialò: «Siete ottimi professionisti»

ATESSA. Adesso manca solo l’ok definitivo e i primi pazienti affetti da Covid-19 dovrebbero arrivare al San Camillo domani. L’ospedale in questi giorni sembra essere pervaso da nuova linfa: lavori in quasi tutti i piani, arrivo di materiali e apparecchiature, incontri professionali tra medici, infermieri e operatore socio sanitari che si prenderanno cura dei pazienti Covid. I ricoveri ad Atessa saranno gestiti dagli ospedali Hub, per consentire a questi di liberare posti letto a maggiore intensità di cura per i pazienti più gravi.
Ieri mattina nell’ospedale di Atessa Gennaro Scialò, dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche dell’azienda sanitaria Lanciano Vasto Chieti, e Maria Bernadette Di Sciascio, direttrice del servizio risk management, hanno incontrato il personale che opererà nel San Camillo al quale, nei giorni scorsi, è stato fatto un tampone il cui esito negativo è stato il lascia passare per entrare in funzione. Durante l’incontro è stato spiegato che nel San Camillo arriveranno pazienti paucisintomatici, cioè che sono nella fase finale del percorso di cura e che prima di essere “dimissibili” hanno necessità di completare la loro permanenza in una struttura adatta allo scopo. Sono pazienti che comunque aspettano la doppia negatività al tampone prima di essere considerati guariti e, quindi, per loro sono richieste, proprio perché ancora potenzialmente infettanti, tutte quelle precauzioni stabilite nei protocolli medici.
È stato anche spiegato che potrebbe trattarsi di pazienti con “comorbilità” nei quali, cioè, coesistono più patologie e che, quindi, alla cura del coronavirus deve essere associata e abbinata anche quella per altre malattie. «È una sfida per voi e per noi perché aprire in 20 giorni un ospedale Covid è stata un’impresa», ha affermato Scialò rivolgendosi agli operatori e ha aggiunto: «So che avete paura, tutti abbiamo paura, ma ciò non deve trasformarsi in panico. So che siete ottimi professionisti e che avete fatto ben due incontri di formazione su vestizione e altre metodologie comportamentali. L’importante è che non ci sia panico».
Per il momento al San Camillo potranno arrivare 40 pazienti paucisintomatici da ospitare al terzo piano, il primo piano e il secondo, dove ci sono dieci “attacchi” per la terapia intensiva, i lavori sono in fase di ultimazione. Ci sarà anche una Tac nuova a 64 strati, cinquantasei monitor. I letti di Dialisi saranno lasciati a disposizione di pazienti Covid nefropatici che dovessero avere bisogno di tale trattamento. Per consentire ingresso e uscita in sicurezza per medici e infermieri, sono stati posti filtri operativi allo spogliatoio centralizzato, attraverso barriere fisiche e ad aria, andando a creare una separazione netta tra interno ed esterno.
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