Ospedale Covid, lite sindaco-Regione

4 Aprile 2020

Atessa. Borrelli: dal ministero nessun no all’apertura di Terapia intensiva. Gli assessori Verì e Campitelli: vicenda strumentalizzata

ATESSA. Ospedale-Covid ad Atessa. Il ministero della Salute scrive al sindaco Giulio Borrelli sostenendo di non aver «trasmesso alcun parere negativo sulla trasformazione dell’ospedale di Atessa in presidio Covid-19». Ma dalla Regione arriva la replica: «Il sindaco continua a strumentalizzare la vicenda dell'ospedale San Camillo, accusando la giunta regionale di aver mentito sul parere del ministero. La verità è che ha posto la domanda al destinatario sbagliato, ben sapendo che avrebbe ricevuto la risposta che ha avuto».
Il ministero è stato investito dal sindaco dopo la seguente dichiarazione rilasciata dagli assessori regionali Nicoletta Verì e Nicola Campitelli: “Inizialmente la Regione aveva individuato il presidio ospedaliero di Atessa come presidio Covid-19, con il relativo investimento per la terapia intensiva. Il ministero, tuttavia, ci ha trasmesso parere negativo”. Nella risposta del ministero al sindaco, si afferma anche che la gestione «dei pazienti critici affetti da Covid-19 è di esclusiva prerogativa della Regione che, tenuto conto delle indicazioni ministeriali, adotta il piano di emergenza eventualmente nell’ambito della task force regionale appositamente istituita». Dunque, Regione e anche Lega - intervenuta sulla vicenda con un post su Facwbook - smentiti.
«È costante il tentativo di attribuire ad altri le responsabilità delle proprie scelte», afferma il sindaco Borrelli che aggiunge: «Non si può ignorare che chi governa la Regione ha affermato il falso, per bocca di ben due assessori, come dimostra l’email inviata a me dallo staff del viceministro Pierpaolo Sileri: in altri Paesi sarebbe sufficiente per avere dimissioni immediate. La Asl continua a sfornare comunicati stampa addossando al Comune di Atessa una serie di decisioni proprie: per esempio, per giustificare il trasferimento del distretto a Casoli si è detto che avrei negato di mettere a disposizione il centro polifunzionale di Monte Marcone. Non è pervenuta alcuna richiesta formale», sostiene Borrelli, «per quella struttura a cui manca il collaudo tecnico/amministrativo e non è adeguata, per varie ragioni, a differenza della palazzina ex Codemm, da noi indicata come più adatta e giudicata idonea, in un primo momento, dagli stessi tecnici Asl».
Ma la replica di Verì e Campitelli non si è fatta attendere: «Borrelli», sostengono i due assessori regionali, «continua a strumentalizzare la vicenda del San Camillo, accusando la giunta regionale di aver mentito sul parere del ministero, ma l'interlocuzione è avvenuta a livello di strutture tecniche, come sempre avviene in questi casi e non certo chiedendo un parere (e men che meno un'autorizzazione) al vertice politico, che non ha alcuna competenza su simili questioni. Circostanza», sottolineano Verì e Campitelli, «confermata dallo stesso viceministro, quando nella risposta specifica che “la Regione, nel predisporre il piano di emergenza, deve tenere conto delle indicazioni ministeriali”. Inoltre era necessario fare chiarezza sullo status del San Camillo, che essendo stato classificato dalla precedente giunta di centrosinistra come Presidio territoriale di assistenza e non più come ospedale, non poteva ospitare servizi ad alta complessità, come la Rianimazione. «La Regione», spiegano i due esponenti della Lega, «sulla scorta di quanto previsto dalla circolare ministeriale del 29 febbraio scorso, che definisce le linee di indirizzo assistenziale del paziente affetto da Covid 19, ha giustamente individuato per la provincia di Chieti i presidi di Ortona e Vasto come ospedali da implementare per far fronte alla fase emergenziale, in quanto dotati di strutture che assicurano una sollecita garanzia di assistenza per i pazienti acuti e sub acuti e in cui erano presenti posti letto dedicati e già in parte disponibili. A questi», continuano gli assessori, «è stato affiancato il presidio di Atessa per accogliere i pazienti a bassa intensità di cura».
Verì e Campitelli ricordano come l’assessorato alla sanità ha già chiesto la riconversione dell’ospedale di Atessa da Pta a presidio di area disagiata, e ha avviato un piano di investimenti sul presidio, che potranno rappresentare un punto di forza anche dopo la fine dell'emergenza. «Come rappresentanti delle istituzioni il nostro dovere è quello di garantire un’assistenza sanitaria in totale sicurezza per i nostri cittadini. Ed è il progetto che continueremo a portare avanti».