«Ospedale da riconvertire? Ma se lo avete già chiuso»

4 Agosto 2016

GUARDIAGRELE. Il consigliere comunale di opposizione del gruppo “Insieme si può”, Franco Caramanico, torna a parlare dell’ospedale e attacca la dirigente regionale Pd Gianna Di Crescenzo, il governo...

GUARDIAGRELE. Il consigliere comunale di opposizione del gruppo “Insieme si può”, Franco Caramanico, torna a parlare dell’ospedale e attacca la dirigente regionale Pd Gianna Di Crescenzo, il governo regionale e l’amministrazione comunale. «Si parla della riconversione del nostro ospedale», osserva Caramanico, «senza ricordare che è stato irresponsabilmente chiuso. Si vuole presentare una scelta così drammatica come un grande risultato, affermando, come ha fatto la dirigente Pd Di Crescenzo, che ciò che importa è che ai cittadini venga garantito il diritto alla salute. Ma dove, quando e in che modo?».

Caramanico ricorda poi che l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, ha praticamente preso la stessa decisione del governo regionale di centrodestra, cioè quella di favorire la chiusura dei piccoli ospedali. «Asserire, come ha fatto la Di Crescenzo, che Paolucci non ha dato seguito alla sentenza del Consiglio di Stato di chiusura, riconoscendo la centralità e importanza del presidio guardiese», continua Caramanico, «è falso, come viene dimostrato dall’approvazione della deliberazione del direttore generale che, sancisce la “Presa d’atto della sentenza del Consiglio di Stato n. 5475/2015” che, di fatto, ha decretato la chiusura del nostro ospedale. Considerare positiva l’esperienza di sanità territoriale che da tempo ha preso avvio a Casoli e a Gissi, significa mettere in discussione 30 anni di battaglie politiche, accordi, proposte e iniziative per evitare la chiusura dei piccoli ospedali come quello guardiese. Secondo Caramanico l’obiettivo del Pd e dell’amministrazione comunale non è stato mai quello di evitare la chiusura dell’ospedale, ma di portare avanti strategie politiche che, purtroppo, col passaggio dai banchi dell’opposizione a quello del governo, si sono ribaltate in favore di altri soggetti e altri interessi. «Il consiglio comunale», ricorda Caramanico, «aveva assunto una posizione precisa per la difesa dell’ospedale impegnando il sindaco a difenderla nei confronti della Regione. Nulla è stato fatto ed ora apprendiamo dalla Di Crescenzo che esiste una nuova sinergia tra Regione, Asl e amministrazione comunale, con l’apertura di quest’ultima alla sanità territoriale. Bisognerebbe avere l’onestà intellettuale», osserva Caramanico, «di chiedere scusa ai cittadini per aver cambiato idea, per aver capito, una volta al governo comunale, che era giusto chiudere anche l’ospedale guardiese».

Giovanni Iannamico

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